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	<title>2S</title>
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	<description>Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicit&#224;. Non pu&#242; pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001 Per contatti relativi all'associazione:associazione [at] duesicilie.orgNoi sosteniamo Roberto Saviano.Hosted By</description>
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		<title>2S</title>
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		<title>Scandalo Maddalene mea culpa di Dublino sulle ragazze schiave</title>
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&lt;p&gt;Scandalo Maddalene mea culpa di Dublino sulle ragazze schiave&lt;br class=&#039;autobr&#039; /&gt;
di Enrico Franceschini&lt;br class=&#039;autobr&#039; /&gt;
&#8220;La Repubblica&#8221; del 6 febbraio 2013&lt;br class=&#039;autobr&#039; /&gt; Forse le &#8220;sorelle di Maddalena&#8221; avranno pianto, un pianto liberatorio, ascoltando le sue parole. Perlomeno quelle che sono ancora vive, che non sono impazzite, che chiedono giustizia. Enda Kenny, primo ministro irlandese, ha presentato ieri le sue scuse formali, a nome del governo e delle stato, alle &#8220;Magdalene sisters&#8221;, come sono soprannominate le migliaia di donne (...)&lt;/p&gt;


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&lt;a href="http://www.duesicilie.org/spip.php?rubrique9" rel="directory"&gt;Europa&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Scandalo Maddalene mea culpa di Dublino sulle ragazze schiave&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;di Enrico Franceschini&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;&#8220;&lt;i&gt;La Repubblica&lt;/i&gt;&#8221; del 6 febbraio 2013&lt;/p&gt;
&lt;div align=justify&gt;
Forse le &#8220;sorelle di Maddalena&#8221; avranno pianto, un pianto liberatorio, ascoltando le sue parole. Perlomeno quelle che sono ancora vive, che non sono impazzite, che chiedono giustizia. Enda Kenny, primo ministro irlandese, ha presentato ieri le sue scuse formali, a nome del governo e delle stato, alle &#8220;Magdalene sisters&#8221;, come sono soprannominate le migliaia di donne rinchiuse in case di &#8220;rieducazione&#8221; della chiesa cattolica in Irlanda tra gli anni Venti e la met&#224; degli anni Novanta, costrette a lavorare anche dieci ore al giorno senza ricevere un soldo, praticamente prigioniere, detenute pur senza avere alcuna colpa. Erano considerate ragazze &#8220;perdute&#8221;, in realt&#224; erano spesso soltanto orfane o vittime di abusi familiari o di violenze sessuali, che invece di essere aiutate e difese venivano escluse dalla societ&#224;, nascoste come se fossero portatrici di una infamante lettera scarlatta, sfruttate e di nuovo abusate. Ma per ora il governo non ha offerto altre riparazioni o indennizzi, e il pianto delle ex-lavandaie potrebbe anche essere di rabbia.
&lt;p&gt;L'ultima delle &#8220;Magdalene laundries&#8221;, le lavanderie di Maddalena, com'erano chiamate dal nome di uno degli ordini religiosi che le gestiva, ha chiuso nel 1996. Un film del 2002 (&#8220;Magdalene sisters&#8221;) ha svelato al mondo cosa succedeva in quei luoghi. Ma sono dovuti passare quindici anni affinch&#233; nel 2011 la Commissione delle Nazioni Unite contro la Tortura denunciasse questo crimine della Chiesa cattolica, commesso nel pi&#249; cattolico paese d'Europa, con la connivenza delle autorit&#224;. E ne sono trascorsi altri due affinch&#233; l'inchiesta ordinata dall'Onu all'Irlanda fosse conclusa. Presieduta dal senatore John Macaalese, l'indagine ha prodotto un rapporto di mille pagine che &#232; stato consegnato ieri al governo. Il premier Kenny ha risposto con un'immediata dichiarazione di scuse alle sopravvissute e ai familiari delle vittime. Il Parlamento irlandese discuter&#224; il contenuto della relazione tra due settimane, prendendosi dunque il tempo per leggerlo approfonditamente. Ma intanto qualcosa sul corposo documento gi&#224; trapela.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il rapporto afferma che circa 10 mila donne (altre stime parlano di 30 mila) passarono per le lavanderie degli ordini di suore, che lavoravano a pieno ritmo, avendo come clienti le forze armate, la polizia e altri apparati dello Stato, che non si sono mai chiesti chi puliva e stirava le loro lenzuola e le loro camicie, e con quale paga (nessuna, come sappiamo adesso). Quelle case di lavoro operavano &#171;in un'Irlanda crudele e inflessibile&#187;, riconosce il primo ministro, pur negando che le prigioniere fossero sottoposte anche ad abusi sessuali. Sempre secondo l'inchiesta, il 10% delle giovani donne furono spedite dalle loro famiglie in quelle che erano in effetti delle prigioni, il 19% sarebbero entrate &#171;di loro volont&#224;&#187; e le altre su indicazione di forze dell'ordine o della chiesa, di fatto condannate senza processo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;Che pena diabolica abbiamo patito&#187;, ricorda una di esse, Maureen Sullivan, oggi 60enne. &#171;Io ci entrai a 12 anni. Mia madre era rimasta vedova e si era risposata, il mio patrigno abus&#242; di me e come risultato mi spedirono dalle suore. In teoria doveva essere una scuola, ma non mi fecero mai studiare niente, lavoravo giorno e notte gratis e mi hanno fatto tanto male&#187;. Le superstiti chiedono ora un atto riparatorio da parte del governo e una compensazione economica. &#171;Ma soprattutto &#8211; dice la Sullivan &#8211; vogliamo che sia resa nota la verit&#224;&#187;.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
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		<title>11 settembre 2001 - 22 luglio 2011... la storia si ripete con colori diversi</title>
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		<dc:date>2012-08-19T09:17:00Z</dc:date>
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&lt;p&gt;&#200; di ieri la notizia dello sventato attentato nella Repubblica Ceca e dell'arresto di un giovane che stava preparando un attentato ispirandosi all'estremista di destra norvegese Breivik. Per tutto il &quot;periodo Bush-fallaciano&quot; in buona parte dell'occidente si era diffusa l'idea di un'Europa identitaria che si ispirava a radici cristiane, le quali sembravano ignorare i diritti umani, ma venivano comunque dipinte come latrici di amore per il prossimo in contrapposizione allo stragismo terrorista (...)&lt;/p&gt;


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&lt;a href="http://www.duesicilie.org/spip.php?rubrique9" rel="directory"&gt;Europa&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;div align=justify&gt;&#200; di ieri la &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/esteri/2012/08/18/news/preso_emule_brevik-41154849/?ref=HREC1-8&quot; class=&#039;spip_out&#039; rel=&#039;external&#039;&gt;notizia&lt;/a&gt; dello sventato attentato nella Repubblica Ceca e dell'arresto di un giovane che stava preparando un attentato ispirandosi all'estremista di destra norvegese Breivik. Per tutto il &quot;periodo Bush-fallaciano&quot; in buona parte dell'occidente si era diffusa l'idea di un'Europa identitaria che si ispirava a radici cristiane, le quali sembravano ignorare i diritti umani, ma venivano comunque dipinte come latrici di amore per il prossimo in contrapposizione allo stragismo terrorista degli islamici.
Breivik ruppe tale visione, ma qualcuno corse ai ripari dicendo che si trattava di un caso isolato diffondendo ed esaltando la storia (sulla cui autenticit&#224; tra l'altro ci sarebbero anche dei dubbi) per cui tra i suoi obiettivi ci fosse anche B16: un po' come per tentare di dimostrare che egli era totalmente estraneo al pianeta cristiano ma fosse solo un alieno piombato sulla terra.
&lt;p&gt;A poco pi&#249; di un anno di distanza si presenta il secondo episodio di quella che potrebbe diventare una nuova saga del terrorismo religioso (tutto di matrice nostrana), e chiss&#224; che un giorno non si organizzeranno in una &quot;Al Quaeda&quot; cattolica!&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si ripropone un'interessante analisi, dal sito Civilt&#224; Laica, di circa un anno fa ma ancora attuale...&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;div align=justify&gt;
&lt;p&gt;A tre giorni dall'attentato che ha sconvolto la Norvegia e l'Europa intera, abbiamo la possibilit&#224; di esaminare l'evento a mente fredda un po' pi&#249; liberi dall'emotivit&#224; dello shock iniziale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;C'&#232; chi ha proposto accostamenti tra il suddetto episodio e l'11 settembre 2001 e c'&#232; chi li ha considerati azzardati.&lt;span id=&quot;more-9845&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A tal proposito i due eventi meritano un confronto diretto:&lt;br /&gt; l'11 settembre &#232; stato monumentale per la sua portata (del resto l'America abituata ad episodi come Oklahoma city o ai fatti della Columbine school aveva bisogno di qualcosa di pi&#249; enfatico per rendere un episodio terroristico come unicum irripetibile) il 22 luglio &#232; stato molto pi&#249; contenuto e da un certo punto di vista potrebbe essere ricondotto ad eventi di portata come quelli appena menzionati e che hanno costellato la storia degli Stati Uniti degli ultimi cinquant'anni&lt;br /&gt; l'11 settembre &#232; stato pianificato da un'organizzazione di portata internazionale e sembrerebbe esser stato favorito non poco da bizantinismi e machiavellismi interni all'apparato statunitense su cui non &#232; stata (e forse non sar&#224; mai) fatta luce fino in fondo, il 22 luglio sembrerebbe (almeno per ora) il gesto di un pazzo fanatico sostenuto al massimo da qualche complice, a meno che le indagini non portino alla luce l'esistenza di una &#8220;Al Quaeda cattolica&#8221; (una &#8220;Basis&#8221; o un &#8220;Fundamentum spiritui populorum&#8221; per la difesa identitaria)&lt;br /&gt; l'11 settembre &#232; stato il pretesto orwelliano per scatenare non una, ma ben due guerre di conquista con tutte le relative conseguenze (&#8220;La nostra risposta sar&#224; monumentale&#8221; disse Bush all'indomani), la reazione della Norvegia ha stupito il mondo per il suo senso di responsabilit&#224; e di civilt&#224; (&#8220;Maggiore democrazia, maggiori diritti&#8221; &#232; stato il punto fermo del premier) e deve essere di esempio per chi vuole combattere il fanatismo con l'affermazione dei diritti umani e non con un altro fanatismo&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Aldil&#224; di queste differenze ci sono due matrici comuni che non possono essere ignorate.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La prima &#232; costituita dalla guerra santa di matrice non tanto religiosa, ma di matrice confessionalista (per quanto riguarda la religione cattolica) e di matrice islamista (per quanto riguarda la religione musulmana).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sebbene i due termini siano nominalmente diversi, il significato intrinseco &#232; pressoch&#233; identico: perch&#233; di religioso hanno poco e niente, e quel poco che hanno &#232; costituito dalla tendenza estrema (comunque comune a parecchie concezioni religiose) di voler imporre al resto del mondo i propri culti e le proprie tradizioni (anche a chi non vi si riconosce) costituendo essa stessa tanto un'aperta violazione ai diritti umani fondamentali quanto il &#8220;contraltare primo&#8221; di ci&#242; che vorrebbe essere una societ&#224; laicit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il secondo elemento comune &#232; costituito dalla violenza esercitata su persone inermi e dalla freddezza della spietata premeditazione (caratteristiche della guerra ideologica in quanto finalizzate all'eliminazione fisica di chi la pensa diversamente) che nel caso di Oslo (per alcuni particolari) appaiono addirittura pi&#249; inquietanti che non nel caso delle torri gemelle; l'attentato dell'11 settembre infatti sarebbe stato costituito da alcuni attacchi kamikaze che (eccezion fatta per i passeggeri degli aerei) non hanno permesso agli attentatori di vedere in faccia le loro vittime al momento dell'assassinio ma anzi di morire con loro in una frazione di secondo; il Sig. Breivik invece le sue vittime le ha viste da vicino, le ha radunate, le ha guardate negli occhi, gli ha dato la caccia e gli ha sparato contro (anche a chi gli implorava piet&#224;) con pallottole dum dum vietate dalla convenzione di Ginevra per poi andare dichiarare serenamente davanti agli inquirenti che la sua azione &#232; stata &#8220;atroce ma necessaria&#8221; e che &#8220;ci sono momenti in cui &#232; necessaria la crudelt&#224; e in cui &#232; meglio uccidere molte persone che non abbastanza&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dall'11 settembre 2001 ad oggi l'opinione pubblica costituita dall'uomo medio italico (e non solo) era convinta che la figura del fanatico religioso stragista fosse essenzialmente legata all'islam.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dimenticando la storia del nostro medio evo, tacendo sulle numerose stragi perpetrate nella seconda parte del 20&#176; secolo dalle milizie cristiane nel terzo mondo (di cui la pi&#249; grave nel 2004 in centro Africa) menzionate solo dalle agenzie o sui genocidi perpetrati in Croazia dai cattolicissimi ustascia durante la seconda guerra mondiale, esisteva la convinzione diffusa per cui i cristiani fossero innocui non violenti votati alla carit&#224; verso gli altri, mentre i musulmani fossero pazzi fanatici assassini.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non basta: negli ultimi dieci anni la chiesa e la cristianit&#224; hanno avuto un falso ruolo associatogli dall'inconscio collettivo di &#8220;scudo difensivo&#8221; dalle invasioni culturali straniere (definite spesso portatrici di terrorismo stragista), il tutto mentre i rappresentanti vaticani e musulmani (quando potevano) cercavano tra loro accordi sottobanco contro i cattivi atei.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;In casa laica o laicista che voglia dirsi (dato che non c'&#232; differenza tra i termini, anche se qualcuno vorrebbe farla esistere) sapevamo bene che ci&#242; non era assolutamente vero, ma da oggi anche il resto della popolazione dovr&#224; prendere atto di ci&#242;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Da oggi anche la parrucchiera e la casalinga che votano Lega, cos&#236; come il Principe Ruspoli, non possono far finta di ignorare che i cosiddetti &#8220;valori identitari cristiani&#8221; a cui fanno riferimento i credenti o i &#8220;servi di convenienza del clero&#8221; generano mostri identici per ferocia ai loro colleghi musulmani.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Poi sappiamo bene che molti tra loro disconosceranno tale gesto come se il Sig. Breivik faccia parte di un'altra parrocchia (perch&#233; la disonest&#224; intellettuale dei confessionalisti &#232; mostruosa) e rinunceranno a mettersi in discussione convinti (come sono) di essere &#8220;dalla parte dei buoni&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In casa laica, sapevamo anche che questo terrorismo confessionalista era vecchio quanto il mondo, anche se negli ultimi decenni agiva in modo molto pi&#249; discreto di quello islamico; le sue tecniche pi&#249; collaudate nel mondo occidentale erano (e sono ancora) costituite da aggressioni omofobe perpetrate in massima parte da organizzazioni di estrema destra (da cui la stessa chiesa poteva furbescamente prendere le distanze quando pi&#249; gli conveniva, salvo poi beatificarne i rappresentanti), sotterfugi di ogni tipo (legali e non) con cui sono stati riempiti copiosi volumi di letteratura anticlericale, nonch&#233; ingerenze nella vita politica soprattutto degli stati concordatari.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come ciliegina sulla torta in capo a tutti questi elementi (quasi a voler introdurre un elemento ironico) il teocrate di Via della Conciliazione, ex membro della giovent&#249; hitleriana per sua stessa ammissione, unico capo di stato d'Europa che non riconosce la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, denunciato all'Aja per crimini contro l'umanit&#224;, nonch&#233; amministratore unico dell'apparato che promuove la corrente di pensiero a cui Breivik fa riferimento, ci viene a dire che l'odio va combattuto (e noi lo ringraziamo per il pensiero perch&#233; da soli non ci saremmo mai arrivati).&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come estensore di questo articolo voglio poi aggiungere una postilla di carattere culturale, forse marginale, ma che merita un minimo di attenzione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La prima denuncia del terzo millennio sul pericolo di una deriva cristiano-fondamentalista per l'Europa era arrivata (seppur in modo molto fantasioso) dal film di Luc Besson Fiumi di porpora 2 del 2004, ma per una strana ragione certi film non lasciano troppe tracce nella memoria del grande pubblico.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Al contrario invece ci sono altri film che lasciano memoria molto pi&#249; forte.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Sig. Breivik era fanatico della pellicola &#8220;300&#8221; del regista Zack Snyder tratta dall'omonimo racconto di Frank Miller (autore fumettista di fama internazionale noto per il suo grande talento ma anche per le sue posizioni di destra pi&#249; che estrema).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il suddetto film, pur essendo tecnicamente molto ben fatto (&#232; un capolavoro di sociologia della comunicazione visuale), &#232; una vera e propria opera di istigazione all'odio razziale, etnico ed omofobo a confronto della quale il film di Griffith Nascita di una nazione o i lungometraggi di propaganda sul Terzo Reich di Leni Riefenstahl sembrano quasi politicamente sobri.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dello stesso film &#232; possibile ascoltare un'interessantissima &lt;a href=&quot;http://www.wumingfoundation.com/suoni/Wu_Ming_1_Lezione_su_300_02052007.htm&quot;&quot; class=&#039;spip_out&#039; rel=&#039;external&#039;&gt;lezione&lt;/a&gt; tenutasi al DAMS di Torino nel 2007 (della quale sottoscrivo ogni parola) in cui vengono descritte addirittura le innumerevoli falsit&#224; storiche e le altrettanto innumerevoli tecniche propagandistico-ideologiche di cui &#232; costellato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questo film, oltre ad essere diventato un'icona della destra identitaria (dal 2007 non esiste negozio di gadget fantasy che non esponga un elmo degli opliti accanto agli elmi dei templari), ha incontrato anche in salotti di sinistra il favore di un certo pubblico incapace di saper effettuare una separazione tra la perizia tecnica nella creazione di un'opera e le finalit&#224; dell'opera stessa (soprattutto in virt&#249; del fatto che nel caso specifico quelle finalit&#224; sono costituite proprio dal seminare odio).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Escludendo qualsiasi forma di censura, alla luce di questi fatti e col senno di poi &#232; lecito chiedersi se non sia il caso di ricominciare ad educare le nuove generazioni nel saper esercitare il pensiero critico, quel pensiero critico unito alla necessit&#224; di rispetto dei diritti umani che negli ultimi anni sembra essere pressoch&#233; scomparso in molti contesti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Francesco Saverio Paoletti (da Civilt&#224; Laica)&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class="hyperlien"&gt;Vedi on line : &lt;a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/11-settembre-2001diversi.html" class="spip_out"&gt;Link all'articolo originale&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
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		<title>Islanda, l'isola che non ci deve essere</title>
		<link>http://www.duesicilie.org/spip.php?article388</link>
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&lt;p&gt;Islanda, l'isola che non ci deve essere&lt;br class=&#039;autobr&#039; /&gt;
di Alessandro Chiometti&lt;br class=&#039;autobr&#039; /&gt; [10 set 2011] Nelle gelide acque del mare del nord, appena ritemprate dalla corrente del golfo, c'&#232; un'isola di 103.125 km quadrati con 320.136 abitanti (censimento luglio 2010) che ha lo spettrale nome di Islanda (Iceland, terra del ghiaccio). In realt&#224; quest'isola &#232; quasi completamente verdeggiante nonostante le rigide temperature; dicono che il suo nome sia dovuto a uno &#8220;scherzetto&#8221; dei vichinghi che per camuffare le loro (...)&lt;/p&gt;


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&lt;a href="http://www.duesicilie.org/spip.php?rubrique9" rel="directory"&gt;Europa&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;div align=justify&gt;&lt;strong&gt;Islanda, l'isola che non ci deve essere&lt;/strong&gt;
&lt;p&gt;di Alessandro Chiometti&lt;br&gt; &lt;small&gt;[10 set 2011]&lt;/small&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nelle gelide acque del mare del nord, appena ritemprate dalla corrente del golfo, c'&#232; un'isola di 103.125 km quadrati con 320.136 abitanti (censimento luglio 2010) che ha lo spettrale nome di Islanda (Iceland, terra del ghiaccio). In realt&#224; quest'isola &#232; quasi completamente verdeggiante nonostante le rigide temperature; dicono che il suo nome sia dovuto a uno &#8220;scherzetto&#8221; dei vichinghi che per camuffare le loro rotte invertirono i nomi dell'Islanda, appunto, e della Groenlandia (Greenland, terra verde), quasi completamente coperta dai ghiacci in ogni stagione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Negli anni 2008- 2009 l'Islanda attir&#242; su di s&#233; l'interesse della cronaca e ogni giorno non c'era telegiornale che non ragguagliasse sulla situazione dell'isola. Di cosa si parlava? Non del fatto che &#232; uno dei pochi paesi al mondo senza un esercito; non della sua peculiarit&#224; di usare al 99,9% fonti di energia rinnovabili; non della bellezza dei suoi paesaggi. Bens&#237; del fatto che la crisi economica avesse costretto il paese, alla fine del 2008, a dichiarare bancarotta a causa della dissennata politica economica delle sue banche che avevano offerto rendimenti altissimi a investitori stranieri. La corona islandese perse l'85% del suo valore, e il Fondo monetario internazionale accord&#242; un prestito di 2,5 miliardi di dollari in cambio della consueta richiesta di misure economiche drastiche volte a costringere il governo islandese a farsi carico del debito bancario spalmandolo sulla popolazione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il governo in carica eletto nel 2009 con consultazioni anticipate in seguito alla crisi, era di centrosinistra e criticava le politiche liberiste del precedente governo, tuttavia non aveva gli attributi per opporsi al FMI e alle pressioni di quegli stati, come l'Inghilterra e l'Olanda, che prima avevano rimborsato gli investimenti dei propri cittadini in Islanda, poi chiedevano il conto al governo dell'isola. Perci&#242; accett&#242; di riversare il debito sulla popolazione proponendo una manovra di salvataggio che avrebbe costretto ogni islandese a pagare 100 euro al mese per quindici anni. Il tutto per saldare un debito contratto da privati nei confronti di altri privati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fu qui che successe l'irreparabile. Il misfatto che ha portato i nostri mass media nazionali a smettere immediatamente di parlare dell'isola nordica cancellandola dalle carte geografiche. Gli islandesi il debito non l'hanno pagato! Il capo dello Stato si rifiut&#242;, in seguito alle proteste, di firmare l'attuazione del piano di salvataggio e indisse un referendum popolare per la sua accettazione. Questo referendum, svoltosi all'inizio del 2010, si concluse con una schiacciante vittoria di chi sosteneva che il debito non dovesse essere pagato dai cittadini; e questo nonostante le pressioni internazionali del FMI e degli altri paesi creditori che minacciavano di far diventare l'Islanda la &#8220;Cuba del nord&#8221; se fosse uscita vincente quella linea politica. Una volta vinto il referendum, il debito &#232; stato addossato a chi l'aveva creato, ovvero ai direttori delle banche che con politiche scellerate avevano concesso interessi insostenibili e ai politici che non avevano vigilato sul loro operato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma la rivoluzione sull'isola non si &#232; fermata qui. Visto che c'era, il movimento islandese ha sancito l'indipendenza dalle politiche economiche delle banche con una nuova Costituzione, scritta da un'assemblea costituente di venticinque cittadini (il cui requisito primario era che non dovessero essere iscritti ad alcun partito), a cui chiunque poteva dare il suo contributo. I lavori erano online in tempo reale e tutti gli islandesi potevano dire cosa era di loro gradimento e cosa no. Per la prima volta nella storia la Costituzione di un paese non &#232; stata scritta in stanze chiuse con accordi e intrallazzi politici fra i partiti ma sotto agli occhi di tutti e con il contributo di tutti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E oggi? Tutto bene grazie. L'economia &#232; in crescita (+2,5% nel 2011 e previsto un + 3,1% per il 2012), le sirene catastrofiste del FMI sono state azzittite, il welfare non &#232; stato toccato, i servizi sociali neanche e le banche sono state nazionalizzate. L'isola che non c'&#232;&#8230; o l'isola che qualcuno non vorrebbe che esistesse?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Funzionerebbe tutto ci&#242; in un paese che di abitanti ne ha decine di milioni e non 320mila? Non lo sappiamo, non abbiamo la sfera di cristallo n&#233; la pretesa di avere le verit&#224; (economiche) assolute. Ma la vera domanda da porsi &#232;: perch&#233; non se ne pu&#242; parlare? Perch&#233; i vari Minzolini di turno non danno queste notizie? Un paese che disobbedisce al FMI e torna a crescere economicamente fa cos&#237; tanta paura? O forse fa paura il fatto che, come diceva Alan Moore nel suo &#8220;V for Vendetta&#8221;, &#171;Non sono i popoli che devono avere paura dei governi ma i governi che devono avere paura dei popoli&#187;?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'Islanda non &#232; solo il vulcano che blocca i cieli europei con le sue eruzioni, &#232; anche l'esempio che le linee economiche del FMI non sono dogmi e che forse, davvero, un altro mondo &#232; possibile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Alessandro Chiometti&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class="hyperlien"&gt;Vedi on line : &lt;a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/09/islanda-l’isola-che-non-ci-deve-essere/" class="spip_out"&gt;Link all'articolo originale&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>L'Europa boccia il governo sul piano del Sud</title>
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&lt;p&gt;Taglio delle tasse e Piano per il Sud. Ormai Silvio Berlusconi s'&#232; convinto che saranno questi i provvedimenti con cui riconquistare elettori. Riguardo al famoso progetto per il Mezzogiorno, che sia un bluff non &#232; (solo) il parere dell'opposizione, ma quello del commissario europeo per le Politiche regionali, l'austriaco Johannes Hahn, in una lettera non ufficiale ai ministri Franco Frattini, Raffaele Fitto e Giulio Tremonti di cui Il Fatto Quotidiano &#232; venuto in possesso. Si tratta di un (...)&lt;/p&gt;


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&lt;a href="http://www.duesicilie.org/spip.php?rubrique9" rel="directory"&gt;Europa&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;div align=justify&gt;Taglio delle tasse e Piano per il Sud. Ormai Silvio Berlusconi s'&#232; convinto che saranno questi i provvedimenti con cui riconquistare elettori. Riguardo al famoso progetto per il Mezzogiorno, che sia un bluff non &#232; (solo) il parere dell'opposizione, ma quello del commissario europeo per le Politiche regionali, l'austriaco Johannes Hahn, in una lettera non ufficiale ai ministri Franco Frattini, Raffaele Fitto e Giulio Tremonti di cui Il Fatto Quotidiano &#232; venuto in possesso. Si tratta di un documento particolarmente rilevante, visto che Hahn &#8211; nonostante il linguaggio diplomatico &#8211; fa critiche impietose sull'inefficacia dell'azione del governo.
&lt;p&gt;Bello questo piano per il Sud, scrive il commissario Ue, pieno delle cose di cui parliamo da sempre (formazione, infrastrutture, universit&#224;, sicurezza), ma &#8220;&lt;i&gt;in questa fase ritengo importante richiamare la vostra attenzione in particolare su due aspetti che considero fondamentali: le risorse finanziarie e l'attuazione degli interventi&lt;/i&gt;&#8221;. E come mai il signor Hahn lo ritiene cos&#237; importante? Semplice: &#8220;&lt;i&gt;Il Piano non prevede l'assegnazione di risorse aggiuntive rispetto a quelle gi&#224; destinate al Mezzogiorno&lt;/i&gt;&#8221;. Ma allora, questo Piano per il Sud, esiste o no? Certo, dice il governo, ci stiamo concentrando su pochi obiettivi con procedure snelle. Sar&#224;, sostiene l'austriaco, ma &#8220;&lt;i&gt;quello che manca all'Italia non sono tanto i piani o le strategie, ma piuttosto la capacit&#224; di attuarli rapidamente. Lo prova il basso livello di utilizzo delle risorse comunitarie che vede l'Italia agli ultimi posti della classifica europea, ma anche la costituzione dei Fondi d'ingegneria finanziaria che sono normalmente usati con eccessivo ritardo rispetto alle richieste e ai bisogni delle imprese&lt;/i&gt;&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E ancora: &#8220;&lt;i&gt;Bisognerebbe anche riflettere&lt;/i&gt; &#8211; si legge nella lettera di Hahn &#8211; &lt;i&gt;sugli effetti negativi di norme vigenti in Italia come l'applicazione sistematica dello spoil system che priva l'amministrazione pubblica di competenze e professionalit&#224; riconosciute e l'assoggettamento del cofinanziamento nazionale al patto di stabilit&#224; interno che non fa che ritardare l'assunzione degli impegni e l'erogazione dei pagamenti&lt;/i&gt;&#8221;. I fondi europei possono essere usati solo se lo Stato o gli enti locali mettono sul piatto una cifra corrispondente: peccato che, nel tentativo di bloccare la spesa pubblica di regioni e comuni, Giulio Tremonti ha messo il blocco anche alla spesa per investimenti, cio&#232; quella per finanziare i progetti. Risultato: i soldi sono pochi, ma pure quando ci sono, certe volte non si possono spendere per non sforare gli impegni di finanza pubblica. Fatemelo ripetere, chiude Hahn, &#8220;&lt;i&gt;sono fortemente preoccupato&lt;/i&gt;&#8221; per i ritardi, specie per quei progetti che &#8220;&lt;i&gt;non dimostrano ancora di imboccare percorsi virtuosi&lt;/i&gt;&#8221;: i piani di Campania, Sicilia, Calabria, Sardegna, Abruzzo e Lazio, pi&#250; l'intero progetto &#8220;&lt;i&gt;Attrattori culturali&lt;/i&gt;&#8221;. La media dei pagamenti nei Programmi regionali non supera il 15 per cento e lo stato di attuazione dei piani 2007-2013 &#232; addirittura peggiore rispetto alla tranche 2000-2006. Per di pi&#250;, come si sa, il governo ha usato 28 miliardi di Fondi per le aree sottoutilizzate per finanziare la cassa integrazione e l'Europa ci ha gi&#224; concesso di &#8220;&lt;i&gt;certificare in ritardo&lt;/i&gt;&#8221; &#8211; entro quest'anno &#8211; 7 miliardi di euro, cio&#232; quanto abbiamo speso in tutto nei quattro anni precedenti. Ora, dunque, bisogner&#224; trovare anche questi soldi: se i fondi europei non vengono utilizzati entro il limite dei programmi pluriennali, Bruxelles &#8211; semplicemente &#8211; se li riprende.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class="hyperlien"&gt;Vedi on line : &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/07/l’europa-boccia-il-governo-sul-piano-del-sud/" class="spip_out"&gt;Link all'articolo originale&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Le 30 mila lavandaie-schiave d'Irlanda</title>
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&lt;p&gt;Nostro commento: Il papa in Croazia esalta di nuovo i &quot;valori cattolici&quot;, dure parole contro burocratismo e cultura razionalistica sono echeggiate anche quando, nel discorso pi&#250; impegnativo della sua prima giornata, quello rivolto al mondo universitario riunito nello straordinario e preziosissimo scrigno del Teatro Nazionale Croato, Joseph Ratzinger ha affermato che &quot;la crisi dell'Occidente non ha rimedio e l'Europa &#232; destinata all'involuzione se la coscienza viene ridotta all'ambito del (...)&lt;/p&gt;


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&lt;a href="http://www.duesicilie.org/spip.php?rubrique9" rel="directory"&gt;Europa&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;div align=justify&gt;Nostro commento: Il papa in Croazia esalta di nuovo i &quot;valori cattolici&quot;, dure parole contro burocratismo e cultura razionalistica sono echeggiate anche quando, nel discorso pi&#250; impegnativo della sua prima giornata, quello rivolto al mondo universitario riunito nello straordinario e preziosissimo scrigno del Teatro Nazionale Croato, Joseph Ratzinger ha affermato che &quot;la crisi dell'Occidente non ha rimedio e l'Europa &#232; destinata all'involuzione se la coscienza viene ridotta all'ambito del soggettivo, in cui si relegano la religione e la morale&quot;. Cio&#232;, nel pensiero del Papa teologo, l'Occidente muore se relega la religione nel privato.
&lt;p&gt;La Croazia quindi deve entrare in Europa, ma, secondo il papa, contribuendo ai &quot;valori spirituali e morali che hanno plasmato per secoli la vita quotidiana e l'identit&#224; personale e nazionale dei suoi figli, forte di questa sua ricca tradizione&quot;. Non &#232; mancato, da parte di Benedetto, l'invito a &quot;ricordare le radici cristiane dell'Europa&quot;: un fatto, ha affermato, &quot;necessario, anche per la verit&#224; storica&quot;. Niente da stupirsi per una Chiesa che ha santificato Stepinac &quot; l'Arcivescovo del genocidio.&quot;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Chiss&#224; perch&#233;, per&#242;, la &quot;verit&#224;&quot; della Chiesa &quot;dimentica&quot; sempre, e convenientemente, alcuni fatti (o meglio crimini) storici (ma anche recenti), come quello nell'articolo che segue. Ma &#232; veramente accettabile che una istituzione come quella cattolica, la cui storia &#232; costellata di abusi (anche sessuali), violenze, crimini, genocidi, e che ancora oggi non riconosce la carta dei diritti dell'uomo, e che perdipi&#250; ha nascosto e protetto in maniera omertosa (proprio questo papa) i propri membri dediti alla pedofilia, si arroghi poi il diritto di dare lezioni di etica e moralit&#224;, di parlare di valori?&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;div align=justify&gt;&lt;strong&gt;INCHIESTA ONU&lt;/strong&gt;&lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Le 30 mila lavandaie-schiave d'Irlanda&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;E nessuno che almeno chieda loro scusa&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;small&gt;Le donne &quot;perdute&quot; in custodia di quattro ordini religiosi, dal 1922 al 1996, chiuse a lavare panni gratis agli ordini delle suore cattoliche, a subire violenze psicologiche, fisiche, spesso sessuali. Il Comitato contro le torture delle Nazioni Unite chiede ora un'inchiesta, cosa che dovrebbe obbligare la Chiesa a rendere conto dell'accaduto&lt;/small&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;di ALESSANDRA BADUEL&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class=&#039;spip_document_241 spip_documents spip_documents_left&#039; style=&#039;float:left; width:300px;&#039;&gt;
&lt;img src=&#039;http://www.duesicilie.org/local/cache-vignettes/L300xH292/191405912-6b8a907c-caf6-4fea-b37b-b4959ab8219a-ea5a1.jpg&#039; width=&#039;300&#039; height=&#039;292&#039; alt=&quot;&quot; style=&#039;&#039; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;GINEVRA&lt;/strong&gt; - Per le donne perdute d'Irlanda non c'&#232; giustizia, n&#233; identit&#224;. Niente scuse, n&#233; indennizzi. Non ancora, dopo 18 anni. In 30mila, secondo le stime, sono passate per le lavanderie gestite da quattro ordini religiosi, fra il 1922 e il 1996. Scelte perch&#233;, appunto, Maddalene &quot;perdute&quot; alla causa di una famiglia cattolica osservante: categoria che tutto includeva, dalla madre nubile alla piccola ladra, passando per il carattere ribelle e quella troppo bella e corteggiata, arrivando fino a chi aveva l'unica &quot;colpa&quot; di essere stata violentata, come &#232; accaduto a Mary-Jo McDonagh, una delle poche che poi hanno avuto la forza di testimoniare sui successivi abusi nella lavanderia che doveva &quot;salvarla&quot;. Espulse spesso adolescenti da famiglie e comunit&#224; che non le volevano, quelle ragazze finivano chiuse a lavare panni gratis agli ordini delle suore cattoliche, a subire - anche - regolari violenze psicologiche, fisiche, spesso sessuali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Non sono bastate le molte denunce.&lt;/strong&gt; Ma non &#232; bastata la prima scoperta di alcuni casi nel 1993, non &#232; bastato il film di denuncia &lt;em&gt;The Magdalene Sisters&lt;/em&gt; di Peter Mullan nel 2002, condannato senza incertezze dal Vaticano, n&#233; sono bastati libri, opere teatrali, canzoni di autori come Joni Mitchell (in &lt;em&gt;Turbolent Indigo&lt;/em&gt;, album del '94, poi di nuovo in &lt;a href=&quot;http://www.metrolyrics.com/magdalene-laundries-lyrics-joni-mitchell.html&quot;&gt;&lt;em&gt;Tears of stone&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; nel '99) e ancora poesie, poemi, racconti susseguitisi dagli anni 90 a oggi. Non &#232; servito il documentario &lt;em&gt;The Forgotten Maggies&lt;/em&gt; di Steven O'Riordan, che nel 2009 ha raccolto molte delle loro storie vere. Non &#232; servito neppure l'esempio dello scandalo della pedofilia degli ultimi anni, davanti al quale la Chiesa &#232; invece arrivata a scusarsi. Sulle Maddalene, gli ordini religiosi e lo Stato irlandese non ci sentono.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Nessuno chiede almeno scusa.&lt;/strong&gt; In questi giorni a Ginevra il&lt;a href=&quot;http://www.ohchr.org/EN/Pages/WelcomePage.aspx&quot;&gt; Comitato contro le torture dell'Onu&lt;/a&gt; ha chiesto all'Irlanda di aprire un'inchiesta sulla vicenda, gesto che peraltro dovrebbe obbligare anche la Chiesa e in particolare gli ordini religiosi coinvolti a rendere conto dell'accaduto. A denunciare la situazione al Comitato, che sta compiendo l'esame periodico delle condizioni dei diritti umani all'interno di ogni Stato membro, &#232; stato il gruppo irlandese &lt;a href=&quot;http://www.magdalenelaundries.com/&quot;&gt;Justice for Magdalenes&lt;/a&gt; (Jfm), appoggiato dal parere favorevole della &lt;a href=&quot;http://www.ihrc.ie/&quot;&gt;Irish Human Rights Commission&lt;/a&gt;. &quot;Il governo - spiega Claire McGettrick del Jfm - continua a non scusarsi, a non ordinare un'inchiesta, a non risarcire le donne, perlomeno con una pensione, per quello che noi definiamo un sistema di tortura durato settant'anni, del quale a sua volta l'Irlanda dovrebbe chiedere conto ai quattro ordini religiosi che gestivano le lavanderie.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Alcune di loro sono ancora nei conventi&lt;/strong&gt;. Non saprebbero dove andare. Altre non hanno mai denunciato nulla. E ci sono i parenti, che non sanno niente del loro destino. Sono morte, spesso, ma senza un nome sulla tomba, come si scopr&#237; nel '93&quot;. Fu la prima conferma di quello che l'arte aveva cercato di denunciare fin da Eclipsed, una commedia scritta all'inizio degli anni 90 da Patricia Burke-Brogan sulla sua esperienza di Maddalena trent'anni prima. I quattro ordini religiosi coinvolti hanno nomi serafici. &lt;em&gt;The Sisters of Mercy&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;The Sisters of Charity&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;The Good Shepherd Sisters&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;The Sisters of Our Lady of Charity&lt;/em&gt;. All'inizio, quasi un secolo fa, le Maddalene erano davvero prostitute, come quella dei Vangeli, inviate dalle suore perch&#233; le spingessero verso la purificazione e la trasformazione in Sorelle di Santa Margherita.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Da prostituta a &quot;donna perduta&quot;.&lt;/strong&gt; Presto per&#242; il concetto di &quot;prostituta&quot; si allarg&#242; a molte altre: le &quot;donne perdute&quot;. Incluse quelle che la stessa polizia irlandese, o le assistenti sociali dello Stato, portavano a scontare in quei conventi-laboratorio una pena sospesa per qualche piccolo reato lavando camicie. Le lavanderie intanto diventarono un affare sempre pi&#250; lucrativo, con di nuovo lo Stato irlandese coinvolto come committente per le lenzuola e i panni di esercito e ospedali, commesse per le quali le suore ricevevano buoni compensi, soprattutto a fronte di una mano d'opera che non costava nulla oltre al vitto, naturalmente scarso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La Chiesa declina ogni responsabilit&#224;.&lt;/strong&gt; Gli ordini religiosi non parlano. Nel 2010 il cardinale Sean Brady, allora primate della &lt;a href=&quot;http://www.catholicireland.net/&quot;&gt;Chiesa d'Irlanda&lt;/a&gt;, oltre a tentare di scusarsi per le vittime della pedofilia - scandalo per il quale fu poi costretto a dimettersi, ricevette una delegazione di Justice for Magdalenes. Davanti alle loro richieste, replic&#242; che l'esposizione dei fatti gli pareva onesta ed equilibrata, poi aggiunse: &quot;Per gli standard di oggi, molto di quel che accadde all'epoca &#232; difficile da comprendere&quot;. E li invit&#242; a capire che il problema non riguardava la Chiesa ma gli ordini religiosi che gestivano le lavanderie. La richiesta d'incontro rivolta da Justice for Magdalenes alla&lt;a href=&quot;http://www.cori.ie/&quot;&gt; &lt;em&gt;Conference of Religious of Ireland&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; &#232; stata respinta lo scorso ottobre.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Lo Stato nega il coinvolgimento.&lt;/strong&gt; Ma anche i tentativi, in corso da anni, di coinvolgere lo Stato irlandese perch&#233; promuova un'inchiesta e assicuri un compenso alle sopravvissute, oltre a sostenere la loro causa verso la Chiesa, non hanno avuto risultati. Lo scorso 24 maggio, interrogato a Ginevra dal Comitato contro le torture delle Nazioni Unite in rappresentanza del governo irlandese, Sean Aylward, segretario generale del &lt;a href=&quot;http://www.justice.ie/&quot;&gt;dipartimento della Giustizia&lt;/a&gt; e capo della delegazione convocata dall'Onu, ha replicato negando tutto. Secondo lo Stato irlandese, gli abusi sono avvenuti &quot;tanto tempo fa e in istituzioni private&quot;, il dipartimento non ha mai ricevuto denunce in materia, la maggior parte delle donne &#232; entrata volontariamente nelle lavanderie o, se minorenne, con il consenso dei parenti o di chi ne aveva la tutela. Inoltre, una sola lavanderia, a Dublino, sarebbe stata usata dallo Stato come centro di carcerazione preventiva, solo per pochi giorni alla volta e inoltre con ispezioni che non riscontrarono abusi. Il governo, ha concluso Aylward, sta comunque considerando la maniera in cui affrontare il problema. Come l'Irlanda ripete da tempo, ma senza risolversi ad agire, perlomeno fino alla convocazione da parte del Comitato contro le torture Onu.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Si aspetta giustizia.&lt;/strong&gt; Ora, come negli ultimi 18 anni, attendono giustizia sia quelle poche che hanno saputo denunciare, sia tutte le altre di cui nessuno sa quante siano: le molte rimaste in silenzio per paura e quelle, prive di mezzi, costrette a vivere ancora nelle congregazioni. Ci sono i corpi di quante morirono, ma non hanno una lapide. E ci sono i figli di quelle Maddalene imprigionate perch&#233; gravide o gi&#224; mamme da nubili. Un altro numero imprecisato: quello dei bambini che grazie alle lavanderie della redenzione non hanno mai conosciuto le loro madri.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class="hyperlien"&gt;Vedi on line : &lt;a href="http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2011/06/04/news/le_30_mila_lavandaie_irlandesi_schiavizzate_e_nessuno_che_chiede_almeno_scusa-17220017/" class="spip_out"&gt;Link all'articolo originale&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Rumors, Grecia cede sul dossier isole. Vendute per far cassa contro il deficit</title>
		<link>http://www.duesicilie.org/spip.php?article355</link>
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		<dc:date>2011-06-02T15:35:31Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		



		<description>
&lt;p&gt;La Grecia vender&#224; le proprie isole, chiss&#224; quali isola dovr&#224; poi vendere l'Italia...&lt;br class=&#039;autobr&#039; /&gt;
I rappresentanti dell'UE, Fmi e Bce stanno per concludere la loro indagine (presumibilmente domani) sulle condizioni delle finanze pubbliche della Grecia dopodich&#233; la Germania decider&#224; cosa fare in merito a un nuovo pacchetto di aiuti (Angela Merkel aspetta di conoscere le intenzioni della troika internazionale prima di alzare la paletta verde).&lt;br class=&#039;autobr&#039; /&gt;
Dato per scontato che verr&#224; concesso il via libera alla quinta (...)&lt;/p&gt;


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&lt;a href="http://www.duesicilie.org/spip.php?rubrique9" rel="directory"&gt;Europa&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;La Grecia vender&#224; le proprie isole, chiss&#224; quali isola dovr&#224; poi vendere l'Italia...&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;div align=justify&gt;&lt;span class=&#039;spip_document_236 spip_documents spip_documents_left&#039; style=&#039;float:left; width:500px;&#039;&gt;
&lt;img src=&#039;http://www.duesicilie.org/local/cache-vignettes/L500xH357/ancora-proteste-grecia-41-72211.jpg&#039; width=&#039;500&#039; height=&#039;357&#039; alt=&quot;&quot; style=&#039;&#039; /&gt;&lt;/span&gt;I rappresentanti dell'&lt;strong&gt;UE&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Fmi&lt;/strong&gt; e&lt;strong&gt; Bce&lt;/strong&gt; stanno per concludere la loro &lt;strong&gt;indagine&lt;/strong&gt; (presumibilmente domani) &lt;strong&gt;sulle condizioni delle finanze pubbliche&lt;/strong&gt; della Grecia dopodich&#233; la Germania decider&#224; cosa fare in merito a un &lt;strong&gt;nuovo pacchetto di aiuti &lt;/strong&gt;(Angela Merkel aspetta di conoscere le intenzioni della&lt;em&gt; troika internazionale &lt;/em&gt;prima di alzare la paletta verde).
&lt;p&gt;Dato per scontato che verr&#224; concesso&lt;strong&gt; il via libera alla quinta &lt;em&gt;tranche &lt;/em&gt;da 12 miliardi di euro del primo prestito complessivo da 110 miliardi concesso un anno fa&lt;/strong&gt;, sta prendendo sempre pi&#250; piede infatti l'ipotesi che Bruxelles conceda &lt;strong&gt;altri 60 miliardi&lt;/strong&gt; di aiuti entro il mese di giugno per fare fronte alle esigenze finanziarie del biennio 2012-2013. Uno sforzo a cui dovr&#224; seguire la &lt;strong&gt;rapida realizzazione&lt;/strong&gt; da parte dal governo di George Papandreou del&lt;strong&gt; programma di privatizzazioni da 50 miliardi. Piano di dismissioni&lt;/strong&gt; all'interno del quale &#232; ormai&lt;strong&gt; inevitabile che Atene venda parte delle sue isole&lt;/strong&gt;. Un'ipotesi (avanzata provocatoriamente dalla stampa tedesca) che fino all'anno scorso veniva con sdegno respinta in prima persona dallo stesso premier socialista.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Intanto ieri, complicando ulteriormente la situazione (lo &lt;em&gt;spread&lt;/em&gt; tra i titoli di stato greci e quelli tedeschi si &#232; allargato a 1.326 punti base e gli interessi sul bond greco a 10 anni sono balzati a quota 16,24%), Moody's ha tagliato il rating della Grecia da B1 a Caa1 con &lt;em&gt;outlook&lt;/em&gt;&lt;em&gt;negativo&lt;/em&gt;, motivando la scelta con il fatto che &lt;strong&gt;&quot;il rischio debito &#232; fuori controllo&lt;/strong&gt;&quot; e pertanto Atene potrebbe anche non stabilizzarlo. Ipotizzando, dunque, un&lt;strong&gt; rischio &lt;em&gt;default&lt;/em&gt; pi&#249; che tangibile&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La decisione degli analisti a stelle e strisce ha fatto seguito a un &lt;em&gt;rating watch&lt;/em&gt; avviato il 9 maggio. Tra gli altri motivi che hanno indotto Moody's a tagliare il rating, &#232; stata considerata anche la possibilit&#224; che in futuro UE, Bce e Fmi &lt;strong&gt;chiedano ai creditori di partecipare alla ristrutturazione del debito&lt;/strong&gt; come condizione per concedere ulteriori aiuti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class=&#039;spip_document_237 spip_documents spip_documents_right&#039; style=&#039;float:right; width:300px;&#039;&gt;
&lt;img src=&#039;http://www.duesicilie.org/local/cache-vignettes/L300xH156/grecia1-b2373.jpg&#039; width=&#039;300&#039; height=&#039;156&#039; alt=&quot;&quot; style=&#039;&#039; /&gt;&lt;/span&gt;Il nuovo rating, che ha fatto sprofondare il debito greco ancora di pi&#250; nel territorio dei &lt;em&gt;junk bond&lt;/em&gt;, i titoli spazzatura, ha incorporato pure la stima di Moody's che le attuali contrattazioni fra Atene e le tre istituzioni portino &lt;strong&gt;a ulteriori aiuti per il governo di Papandreou e l'annuncio di ulteriore &lt;em&gt;austerity&lt;/em&gt; e riforme strutturali&lt;/strong&gt;. L'outlook negativo rispecchia invece l'elevato indebitamento del Paese, e le difficolt&#224; nell'attuare le riforme e il costante bisogno di aiuto esterno da parte di Atene. Sui tempi e modi della risoluzione del problema del debito, infine, la partita resta tutta aperta e viene &lt;strong&gt;giocata all'ombra dell'incubo di una ristrutturazione pesante&lt;/strong&gt; che nessuno ufficialmente vuole ma che in molti, dietro le quinte, ritengono purtroppo quasi inevitabile.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class="hyperlien"&gt;Vedi on line : &lt;a href="http://affaritaliani.libero.it/economia/grecia_isole_papandreou_mercati02062011.html?refresh_ce" class="spip_out"&gt;Link all'articolo originale&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Albania: Ancora tensione a Tirana, ieri 3 morti in manifestazione</title>
		<link>http://www.duesicilie.org/spip.php?article274</link>
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		<dc:date>2011-01-23T19:38:18Z</dc:date>
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&lt;p&gt;&#200; ancora alta la tensione nella capitale albanese Tirana, dove ieri sono state uccise tre persone a colpi di arma da fuoco durante una manifestazione dell'opposizione degenerata in violenti scontri con le forze dell'ordine. Un'evoluzione drammatica nella crisi politica che vive l'Albania da un anno e mezzo.&lt;br class=&#039;autobr&#039; /&gt;
Tre manifestanti sono arrivati morti in ospedale, centrati dalle pallottole. Negli scontri ci sono stati inoltre 55 feriti, tra i quali 25 poliziotti e 30 civili. Nella serata di ieri, alti (...)&lt;/p&gt;


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&lt;a href="http://www.duesicilie.org/spip.php?rubrique9" rel="directory"&gt;Europa&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;div align=justify&gt;&lt;span class=&#039;spip_document_171 spip_documents spip_documents_left&#039; style=&#039;float:left; width:500px;&#039;&gt;
&lt;img src=&#039;http://www.duesicilie.org/IMG/jpg/70627618-protesters-demonstrate.jpg&#039; width=&#039;500&#039; height=&#039;395&#039; alt=&quot;&quot; style=&#039;&#039; /&gt;&lt;/span&gt;&#200; ancora alta la tensione nella capitale albanese Tirana, dove ieri sono state uccise tre persone a colpi di arma da fuoco durante una manifestazione dell'opposizione degenerata in violenti scontri con le forze dell'ordine. Un'evoluzione drammatica nella crisi politica che vive l'Albania da un anno e mezzo.
&lt;p&gt;Tre manifestanti sono arrivati morti in ospedale, centrati dalle pallottole. Negli scontri ci sono stati inoltre 55 feriti, tra i quali 25 poliziotti e 30 civili. Nella serata di ieri, alti responsabili dell'Unione europea hanno rivolto inviti alla calma, rammaricandosi &#8220;con forza&#8221; della perdita di vite umane, ma hanno sottolineato il diritto dei cittadini a manifestare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;&lt;i&gt;Manifestare &#232; uno strumento della libert&#224; di espressione e permette ai cittadini di raccogliersi pacificamente&lt;/i&gt;&#8221;, hanno rimarcato il capo della diplomazia europea Catherine Ashton e il commissario europeo incaricato dell'Allargamento, Stefan Fuele, in un comunicato congiunto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il segretario generale del Consiglio d'Europa, Thorbjorn Jagland, si &#232; detto &#8220;&lt;i&gt;molto preoccupato dall'esplosione delle violenze&lt;/i&gt;&#8221; e ha invitato &#8220;tutte le forze politiche a promuovere un dialogo costruttivo, nel quadro delle istituzioni democratiche attuali&#8221; albanesi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Parlamento albanese si &#232; riunito stasera (23 gennaio) in sessione straordinara per decidere sulla istituzione di una commissione d'inchiesta che faccia luce sugli scontri violenti tra polizia e manifestanti anti-governativi che hanno provocato tre morti e oltre 50 feriti. Lo ha annunciato il primo ministro albanese Sali Berisha.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;&lt;i&gt;Questa commissione d'inchiesta dovr&#224; esaminare tutte le prove per svelare la verit&#224; del colpo di Stato organizzato dal dirigente dell'opposizione, Edi Rama, il cui obiettivo &#232; quello di prendere il potere con la forza&lt;/i&gt;&#8221;, ha affermato Berisha, le cui dichiarazioni sono state trasmesse dalle tv nazionali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il primo ministro albanese ha quindi esortato i suoi sostenitori a manifestare sabato prossimo a Tirana, e non mercoled&#237;, visto che in settimana sar&#224; a Strasburgo per il rapporto Marty, che dovr&#224; essere sottoposto all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. (fonte Afp)&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class="hyperlien"&gt;Vedi on line : &lt;a href="http://www.dailyblog.it/albaniaancora-tensione-a-tirana-ieri-3-morti-in-manifestazione-negli-scontri-ci-sono-stati-inoltre-55-feriti/22/01/2011/" class="spip_out"&gt;Link all'articolo originale&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="fr">
		<title>Trafic d'organes de l'U&#199;K : comment r&#233;agir face &#224; l'inacceptable ?</title>
		<link>http://www.duesicilie.org/spip.php?article268</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.duesicilie.org/spip.php?article268</guid>
		<dc:date>2011-01-14T13:17:49Z</dc:date>
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		<dc:language>fr</dc:language>
		



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&lt;p&gt;Dans le monde albanais, le rapport du s&#233;nateur suisse Dick Marty sur le pr&#233;sum&#233; trafic d'organes men&#233; par Hashim Tha&#231;i et des membres de l'U&#199;K a fait l'effet d'une bombe. Politiques et m&#233;dias se sont dress&#233;s d'un seul homme pour en nier la validit&#233;. Pourtant, sans enqu&#234;te, l'image de marque des Albanais risque d'&#234;tre &#224; jamais &#233;corn&#233;e. Le point de vue de l'&#233;ditorialiste Fatos Lubonja, qui souligne l'imp&#233;rieuse n&#233;cessit&#233; d'&#233;lucider cette affaire.&lt;br class=&#039;autobr&#039; /&gt;
Les politiques et les m&#233;dias albanais se sont unanimement dress&#233;s (...)&lt;/p&gt;


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&lt;a href="http://www.duesicilie.org/spip.php?rubrique9" rel="directory"&gt;Europa&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;div align=justify&gt;Dans le monde albanais, le rapport du s&#233;nateur suisse Dick Marty sur le pr&#233;sum&#233; trafic d'organes men&#233; par Hashim Tha&#231;i et des membres de l'U&#199;K a fait l'effet d'une bombe. Politiques et m&#233;dias se sont dress&#233;s d'un seul homme pour en nier la validit&#233;. Pourtant, sans enqu&#234;te, l'image de marque des Albanais risque d'&#234;tre &#224; jamais &#233;corn&#233;e. Le point de vue de l'&#233;ditorialiste Fatos Lubonja, qui souligne l'imp&#233;rieuse n&#233;cessit&#233; d'&#233;lucider cette affaire.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;div align=justify&gt;
&lt;p&gt;&lt;span class=&#039;spip_document_162 spip_documents spip_documents_left&#039; style=&#039;float:left; width:300px;&#039;&gt;
&lt;img src=&#039;http://www.duesicilie.org/local/cache-vignettes/L300xH200/uck-memorial-sharr-1_JPG-532e4.jpg&#039; width=&#039;300&#039; height=&#039;200&#039; alt=&quot;&quot; style=&#039;&#039; /&gt;&lt;/span&gt;Les politiques et les m&#233;dias albanais se sont unanimement dress&#233;s contre le rapport de Dick Marty accusant des membres de l'Arm&#233;e de Lib&#233;ration du Kosovo (U&#199;K) dirig&#233;e par Hashim Tha&#231;i de crimes au Kosovo et en Albanie. Une contestation d'une envergure si irrationnelle qu'elle a &#233;tonn&#233;e m&#234;me les Albanais, sans parler des &#233;trangers. Je dirais pour ma part que comme le rapport en lui-m&#234;me, l'attitude albano-kosovare m&#233;rite d'&#234;tre analys&#233;e.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;Une r&#233;action absurde&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class=&#039;spip_document_161 spip_documents spip_documents_right&#039; style=&#039;float:right; width:360px;&#039;&gt;
&lt;img src=&#039;http://www.duesicilie.org/local/cache-vignettes/L360xH257/Fatos-Lubonja_large-57566.jpg&#039; width=&#039;360&#039; height=&#039;257&#039; alt=&quot;&quot; style=&#039;&#039; /&gt;&lt;/span&gt;Qu'y a-t-il d'irrationnel dans tout cela ? Premi&#232;rement, alors qu'il s'agit du travail d'une &#233;quipe, on a trait&#233; ce rapport comme le fait d'un seul homme, sur qui n'ont pas arr&#234;t&#233; de pleuvoir des arguments ad hominem, &#171; un malade mental &#187;, un &#171; vendu aux Serbes &#187; et j'en passe. Le rejet s'est m&#234;me poursuivi apr&#232;s que le Conseil de l'Europe a vot&#233; unanimement ce travail. J'estime que ces deux donn&#233;es suffisent pour retenir quelque peu les accusations contre des manigances entre &#171; l'ennemi ext&#233;rieur &#187; et &#171; l'ennemi int&#233;rieur &#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Deuxi&#232;mement, si l'on suit ce qui se dit et s'&#233;crit des deux c&#244;t&#233;s de la fronti&#232;re albanaise sur la politique et les hommes politiques des deux pays, on se rend rapidement compte que la limite entre la criminalit&#233; organis&#233;e et l'&#201;tat est bien floue. Sali Berisha, dirigeant de l'opposition en 2005 ne tarissait pas d'accusations de ce genre &#224; l'&#233;gard du gouvernement en place. Et aujourd'hui l'opposition n'est pas plus tendre &#224; son encontre. Au Kosovo, les personnes consid&#233;r&#233;es comme rivales de l'U&#199;K ont souvent &#233;t&#233; la cible d'accusations de manipulations &#233;lectorales, de corruption et de crimes, d'assassinats politiques post&#233;rieurs &#224; la guerre du Kosovo. Voil&#224; qui m&#233;rite r&#233;flexion, apr&#232;s la publication de ce rapport.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Troisi&#232;mement, il faut aussi rappeler que ce rapport n'est pas une d&#233;cision de justice, mais qu'il lance des pistes sur lesquelles il faut enqu&#234;ter car les accusations &#233;voquent aussi des faits inqui&#233;tants. Par exemple : pr&#232;s de 400 personnes ont disparu depuis la guerre du Kosovo, des Albanais, mais surtout des Serbes. Pouvons-nous y &#234;tre insensibles et ne pas chercher &#224; en savoir plus ? Certains &#171; patriotes &#187; diront que, s'agissant de nos ennemis, nous n'avons pas &#224; nous en faire. Pourtant, ces faits sont r&#233;els et on ne peut tout simplement pas les &#233;carter comme une fantaisie de Dick Marty. De m&#234;me, aucun pays au monde ne laisse les morts sans s&#233;pulture (sauf l'Albanie d'Enver Hoxha lorsqu'elle faisait dispara&#238;tre sans trace ses dissidents).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quatri&#232;mement, le rapport explique qu'un trafic d'organes aurait &#233;t&#233; organis&#233; sur des prisonniers apr&#232;s leur ex&#233;cution. Et en sont accus&#233;s les hommes d'Hashim Tha&#231;i, en Albanie aussi. Une accusation terrible, certes, presque incroyable, mais l&#224; encore une r&#233;flexion saine ne peut &#233;carter la possibilit&#233; d'une enqu&#234;te. D'autant plus devant le doute partag&#233; par les autorit&#233;s comme les experts albanais et kosovars. Il faut alors et en urgence faire tout le possible pour &#233;claircir cette affaire pour ne pas laisser croire que nous avons quelque chose &#224; cacher.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Pour ma part, il me semble difficile de contre-argumenter sur ces quatre points, c'est pourquoi j'estime la r&#233;action cat&#233;gorique des autorit&#233;s albano-kosovares tout &#224; fait irrationnelle.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;Une volont&#233; : pr&#233;server le mythe de l'U&#199;K&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Pourquoi cette attitude, alors que les quatre arguments que j'ai soulev&#233;s ont certainement travers&#233; l'esprit de nos politiques. Un point du rapport Marty le rend inacceptable pour les Albanais. C'est justement l'accusation du trafic d'organes, celle qui pr&#233;sente les pays des Balkans comme dirig&#233;s par des mafieux et des trafiquants. D'ailleurs, les m&#233;dias &#233;trangers ne se sont concentr&#233;s que sur l'affaire du trafic d'organes.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Alors, justement, s'ils sont convaincus qu'une telle accusation est totalement infond&#233;e, pourquoi les Albanais accus&#233;s se refusent-ils &#224; une enqu&#234;te ? Craindraient-ils que celle-ci ne r&#233;v&#232;le d'autres crimes, tout aussi lourds et graves de cons&#233;quences ? Tout cela fait surgir d'autres questions : Pourquoi les hommes politiques albanais se sentent-ils si concern&#233;s, alors qu'apr&#232;s tout l'histoire ne concerne que le Kosovo ? Veulent-ils montrer ainsi leur attachement &#224; ce dernier, cacher les int&#233;r&#234;ts et &#233;ventuellement les liens qu'ils auraient dans cette affaire ? Des questions tout &#224; fait l&#233;gitimes, &#224; mon sens.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Des gens sens&#233;s, Albanais ou &#233;trangers, voient dans cette lev&#233;e de boucliers, une volont&#233; de pr&#233;server le mythe U&#199;K. On serait en pleine schizophr&#233;nie albanaise, oscillant entre un univers virtuel de h&#233;ros et de guerriers vaillants et le monde r&#233;el, plein de mis&#232;re et de malappris. D'autres se montrent plus prosa&#239;ques : Hashim Tha&#231;i et les siens ont r&#233;ussi &#224; imposer au peuple du Kosovo leur mythe, qui sert leur pouvoir. Or, tout cela suffit-il &#224; expliquer ce d&#233;ni ? Si c'&#233;tait le cas, cela d&#233;l&#233;gitimerait le droit aux Albanais du Kosovo d'avoir leur &#201;tat, on ne peut donc s'y r&#233;soudre.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Je doute, personnellement, que le mythe des dirigeants de l'U&#199;K, ressenti ou autoproclam&#233;, soit si fort parmi les Albanais du Kosovo pour qu'il suffise &#224; rejeter purement et simplement le rapport de Dick Marty. Hashim Tha&#231;i est certainement un homme que ses adversaires aimeraient voir loin du pouvoir. Je pense &#224; la Ligue D&#233;mocratique du Kosovo (LDK), qui l'a accus&#233; d'avoir fait tuer certains de ses hommes, mais il y en a d'autres. Cet argument incite &#224; penser que ce ne serait pas la fin du monde au Kosovo si quelques anciens dirigeants de l'U&#199;K faisaient l'objet d'une enqu&#234;te de l'Eulex. Et les Albanais du Kosovo en sont tout &#224; fait conscients.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;Un crime qui serait in&#233;dit dans les Balkans&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Malgr&#233; le poids des arguments &#233;voqu&#233;s ci-dessus, il me semble qu'un tel refus d'admettre le rapport Marty tient &#224; la crainte de voir salie l'identit&#233; albanaise, si l'accusation venait &#224; se r&#233;v&#233;ler vraie. Ce ne serait pas forc&#233;ment v&#233;cu comme une attaque contre le mythe de l'U&#199;K, mais contre l'image de l'Albanais en g&#233;n&#233;ral, un mythe identificateur. Tuer un &#234;tre humain est consid&#233;r&#233; comme un crime selon le code universel &#224; l'humanit&#233;, mais comme un &#171; besoin &#187; pour le code de la mafia et comme &#171; un service &#224; la patrie &#187; pour le code nationaliste. En revanche, retirer des organes sur un &#234;tre humain pour les revendre, d&#233;passe toute limite et range les accus&#233;s dans la cat&#233;gorie des &#171; monstres &#187;, capables du &#171; mal absolu &#187;, ayant perdu toute humanit&#233;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;C'est, selon moi, le probl&#232;me principal que soul&#232;ve ce rapport. Si les Serbes portent le poids et la honte de Srebrenica, ce serait alors le tour des Albanais d'avoir leur cas de conscience. Ce crime serait totalement in&#233;dit dans l'histoire des Balkans, et c'est ce qui nous fait peur dans notre identit&#233;. C'est ce qui nous pousse &#224; consid&#233;rer un &#234;tre humain ayant perp&#233;tr&#233; un crime horrible comme un &#171; monstre &#187;, autrement dit quelqu'un avec qui nous ne partageons plus rien d'humain. Sauf que dans notre cas, nous avons &#224; faire &#224; des gens qui en repr&#233;sentent d'autres. Alors, laisser faire une enqu&#234;te risquerait de jeter l'opprobre non sur une personne, mais sur un peuple tout entier. Partant, ceux qui ne permettent pas l'enqu&#234;te se transforment automatiquement en nos d&#233;fenseurs, les autres en nos ennemis.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Bien que j'en comprenne la nature et la raison, ce facteur ne me semble pas moins absurde et inadmissible. Cette peur de reconna&#238;tre le monstre cach&#233; au fond de nous, outre son irrationalit&#233;, montre notre immaturit&#233;. On sait que la guerre ali&#232;ne l'homme. On sait que l'app&#226;t du gain combin&#233; &#224; l'ignorance, le d&#233;shumanise. Les deux r&#233;unis peuvent faire des ravages.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nous avons d&#233;j&#224; vu que dans des conditions &#171; normales &#187;, dans des pays &#171; normaux &#187;, des cliniques o&#249; des gens &#233;changent leurs propres organes pour de l'argent. Nous savons que des enfants sont enlev&#233;s pour leurs organes. Difficile de d&#233;finir qui est le monstre : le ravisseur barbare qui ne voit l'&#234;tre humain que comme un morceau de chair &#224; vendre ou le civilis&#233; qui accepte de payer pour avoir un organe obtenu de mani&#232;re peu orthodoxe ?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'accusation est certes lourde, mais refuser l'enqu&#234;te, qui la rendrait caduque ou prouverait sa v&#233;racit&#233;, est encore pire, car c'est comme si on enfermait un monstre que l'on pourrait sortir et condamner. Ce refus nous rend tous coupables et je crois que la plupart des Albanais ne veulent pas se sentir m&#234;l&#233;s &#224; ce genre de crimes. Mais cela ne s'arr&#234;te pas l&#224;, car vivre dans le doute qu'au sommet du pays si&#232;gent des criminels capables de ce genre d'actions, instille la menace dans l'esprit de tout Albanais. David le disait bien avant le Christ :&lt;i&gt; Abyssus abyssum invocat&lt;/i&gt;, l'ab&#238;me appelle l'ab&#238;me.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class=&#039;spip_document_163 spip_documents spip_documents_center&#039;&gt;
&lt;img src=&#039;http://www.duesicilie.org/IMG/jpg/uck-sharr-4_JPG.jpg&#039; width=&#039;500&#039; height=&#039;333&#039; alt=&quot;&quot; style=&#039;&#039; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;span class=&#039;spip_document_164 spip_documents spip_documents_center&#039;&gt;
&lt;img src=&#039;http://www.duesicilie.org/IMG/jpg/uck-sharr-3_JPG.jpg&#039; width=&#039;500&#039; height=&#039;333&#039; alt=&quot;&quot; style=&#039;&#039; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class="hyperlien"&gt;Voir en ligne : &lt;a href="http://balkans.courriers.info/article16570.html" class="spip_out"&gt;Link &#224; l'article original&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;&lt;small&gt;Cr&#233;dits photos : en haut, Monument aux morts de l'U&#199;K (de &quot;Courrier des Balkans&quot;), au centre l'auteur de l'article Fatos Lubonja (photo de &quot;Osservatorio Balcani e Caucaso&quot;) et en bas deux photos du Monument aux morts de l'U&#199;K (de pbosnia.kentlaw.edu)&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Traffico d'organi dell'U&#231;k, come reagire di fronte all'inaccettabile?</title>
		<link>http://www.duesicilie.org/spip.php?article267</link>
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		<dc:date>2011-01-14T13:03:57Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		



		<description>
&lt;p&gt;Membri dell'U&#231;k accusati di crimini, tra i quali anche l'uccisione di prigionieri per il trapianto di organi. Un crimine orrendo, un'accusa rigettata con veemenza da media e politici dalla due parti del confine albanese. Un editoriale tratto dal settimanale albanese Panorama a firma di Fatos Lubonja.&lt;br class=&#039;autobr&#039; /&gt;
Articolo pubblicato da Panorama il 22 dicembre 2010 e selezionato originariamente da Le Courrier des Balkans, traduzione della redazione di &quot;Osservatorio Balcani e Caucaso&quot;.&lt;br class=&#039;autobr&#039; /&gt;
I politici e i (...)&lt;/p&gt;


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&lt;a href="http://www.duesicilie.org/spip.php?rubrique9" rel="directory"&gt;Europa&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;div align=justify&gt;Membri dell'U&#231;k accusati di crimini, tra i quali anche l'uccisione di prigionieri per il trapianto di organi. Un crimine orrendo, un'accusa rigettata con veemenza da media e politici dalla due parti del confine albanese. Un editoriale tratto dal settimanale albanese &lt;i&gt;Panorama &lt;/i&gt;
a firma di Fatos Lubonja.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;div align=justify&gt;
&lt;p&gt;&lt;small&gt;&lt;i&gt;Articolo pubblicato da &lt;a href=&quot;http://www.panorama.com.al/panorama/index.php&quot; target=&quot;_self&quot;&gt;Panorama&lt;/a&gt;&lt;br class=&#039;autobr&#039; /&gt; il 22 dicembre 2010 e selezionato originariamente da &lt;a href=&quot;http://balkans.courriers.info/article16570.html&quot; target=&quot;_self&quot;&gt;Le Courrier des Balkans&lt;/a&gt;, traduzione della redazione di &quot;&lt;a href=&quot;http://www.balcanicaucaso.org/&quot; class=&#039;spip_out&#039; rel=&#039;external&#039;&gt;Osservatorio Balcani e Caucaso&lt;/a&gt;&quot;.&lt;/i&gt;&lt;/small&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class=&#039;spip_document_162 spip_documents spip_documents_left&#039; style=&#039;float:left; width:300px;&#039;&gt;
&lt;img src=&#039;http://www.duesicilie.org/local/cache-vignettes/L300xH200/uck-memorial-sharr-1_JPG-532e4.jpg&#039; width=&#039;300&#039; height=&#039;200&#039; alt=&quot;&quot; style=&#039;&#039; /&gt;&lt;/span&gt;I politici e i media albanesi si sono unanimemente schierati contro il &lt;a href=&quot;http://www.balcanicaucaso.org/aree/Kosovo/Dick-Marty-il-Kosovo-davanti-al-Consiglio-d-Europa&quot; class=&#039;spip_out&#039; rel=&#039;external&#039;&gt;rapporto di Dick Marty&lt;/a&gt;, che accusa alcuni membri dell'Esercito di liberazione del Kosovo (U&#231;k), guidato da Hashim Tha&#231;i, di crimini in Kosovo ed in Albania. Una presa di posizione dalle caratteristiche cos&#237; irrazionali da stupire gli stessi albanesi, per non parlare degli stranieri. Dir&#242; da parte mia che tanto quanto il rapporto in se stesso, anche la reazione albanese-kosovara merita di essere analizzata.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;Una reazione assurda&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class=&#039;spip_document_161 spip_documents spip_documents_right&#039; style=&#039;float:right; width:360px;&#039;&gt;
&lt;img src=&#039;http://www.duesicilie.org/local/cache-vignettes/L360xH257/Fatos-Lubonja_large-57566.jpg&#039; width=&#039;360&#039; height=&#039;257&#039; alt=&quot;&quot; style=&#039;&#039; /&gt;&lt;/span&gt;Cosa vi &#232; di irrazionale in tutto questo? In primo luogo, bench&#233; il rapporto sia il risultato di un lavoro d'equipe, lo si &#232; trattato come se fosse opera di un'unica persona, sulla quale sono piovute argomentazioni &lt;i&gt;ad hominem&lt;/i&gt;: &#8220;un malato mentale&#8221;, un &#8220;venduto ai serbi&#8221;, tralasciando le altre. Il rigetto &#232; continuato anche dopo che il Consiglio d'Europa ha votato all'unanimit&#224; il lavoro di analisi. Ritengo che questi due elementi siano sufficienti a ridimensionare le accuse di cospirazione di &#8220;nemici esterni&#8221; e &#8220;nemici interni&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In secondo luogo, se si analizza ci&#242; che &#232; stato scritto su entrambi i lati della frontiera albanese sulla politica e sugli uomini politici dei due paesi, ci si pu&#242; rendere rapidamente conto che il confine tra criminalit&#224; organizzata e lo Stato &#232; estremamente fluido. Sali Berisha, a capo dell'opposizione nel 2005 non risparmiava accuse di questo tipo rivolte al governo in carica. Al giorno d'oggi l'opposizione non &#232; pi&#250; tenera nei suoi riguardi. In Kosovo le persone considerate rivali dell'U&#231;k sono state spesso oggetto di accuse di brogli elettorali, di corruzione e di crimini, di assassini politici successivi alla guerra in Kosovo. Ecco qualcos'altro su cui vale la pena riflettere, dopo la pubblicazione di questo rapporto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In terzo luogo, occorre ricordare che il rapporto non &#232; una sentenza giudiziaria, ma apre piste sulle quali occorre indagare, dato che le accuse tirano in ballo fatti inquietanti. Ad esempio: circa 400 persone sono sparite dopo la guerra in Kosovo, tra loro albanesi ma soprattutto serbi. Possiamo essere cos&#237; insensibili da non volerne saper di pi&#250;? Alcuni &#8220;patrioti&#8221; sosterranno che, trattandosi di nostri nemici, non dobbiamo averci nulla a che fare. Ciononostante, questi fatti sono reali e non li si pu&#242; semplicemente scartare definendoli una fantasia di Dick Marty. Allo stesso tempo, nessun Paese al mondo lascia i morti senza sepoltura (tranne l'Albania di Enver Hoxha quando faceva sparire senza lasciar tracce i suoi dissidenti).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In quarto luogo il rapporto sostiene che si sarebbe organizzato un traffico d'organi con i prigionieri dopo la loro esecuzione. Ne sono accusati gli uomini di Hashim Tha&#231;i, e il traffico si sarebbe tenuto anche in Albania. Un'accusa terribile, certo, quasi incredibile, ma anche in questo caso una riflessione sana non dovrebbe portare a scartare la possibilit&#224; di un'inchiesta. Tanto pi&#250; davanti ai dubbi condivisi tanto quanto dalle autorit&#224; che dagli esperti sia albanesi che kosovari. Serve allora con urgenza fare tutto il possibile per far luce su questa questione per non lasciar credere che abbiamo qualcosa da nascondere.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Da parte mia mi sembra difficile poter controbattere a questi quattro punti, ed &#232; per questo che ritengo la reazione categorica delle autorit&#224; albano-kosovare del tutto irrazionale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;Una volont&#224;: preservare il mito dell'U&#231;k&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Perch&#233; allora quest'atteggiamento, dato che le quattro argomentazioni da me sollevate non hanno certo incrociato gli animi dei nostri politici? Vi &#232; un punto del rapporto Marty che lo rende inaccettabile per gli albanesi. &#200; ovviamente l'accusa di &lt;a href=&quot;http://www.balcanicaucaso.org/aree/Albania/Il-campo-e-la-casa&quot; class=&#039;spip_out&#039; rel=&#039;external&#039;&gt;traffico d'organi&lt;/a&gt;, che presenta il Paese balcanico come dominato da mafiosi e trafficanti. D'altronde i media internazionali si sono concentrati esclusivamente sulla questione del traffico d'organi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma allora, se sono convinti che tale accusa &#232; del tutto infondata, perch&#233; gli albanesi sotto accusa rifiutano un'inchiesta? Temono che quest'ultima possa rivelare altri crimini, altrettanto pesanti e gravidi di conseguenze? Tutto questo fa nascere altre domande: Perch&#233; gli uomini politici albanesi si sentono coinvolti se quasi tutta la storia riguarda esclusivamente il Kosovo? Vogliono forse dimostrare in questo modo non solo il loro attaccamento per quest'ultimo ma anche nascondere interessi e forse legami che avrebbero con questa storia? Domande, a mio avviso, del tutto legittime.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ogni persona di buon senso, albanesi o stranieri, vede in questa levata di scudi, la volont&#224; di preservare il mito dell'U&#231;k. Si sarebbe in pieno dentro la schizofrenia albanese, oscillante tra un universo virtuale di eroi e valorosi guerrieri ed il mondo reale, pieno di miseria e ignoranza. Altri si dimostrano pi&#250; prosaici: Hashim Tha&#231;i e i suoi sarebbero riusciti ad imporre al popolo kosovaro il loro mito, strumentale al loro potere. Ora, tutto questo basta a spiegare il rifiuto dell'inchiesta? Nel caso fosse cos&#237;, questo delegittimerebbe il diritto degli albanesi del Kosovo ad avere un proprio Stato, non si pu&#242; quindi decidersi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Personalmente dubito che il mito dei dirigenti dell'U&#231;k, sentito o autoproclamato, sia cos&#237; forte tra gli albanesi del Kosovo da essere sufficiente a rigettare in questo modo il rapporto di Dick Marty. Hashim Tha&#231;i &#232; sicuramente un uomo i cui avversari desidererebbero vedere lontano dal potere. Penso alla Lega democratica del Kosovo (LDK) che l'ha accusato di aver fatto uccidere alcuni dei suoi sostenitori, ma ve ne sono anche altri a pensarla in questo modo. E questo fa pensare che non sarebbe la fine del mondo in Kosovo se alcuni ex dirigenti dell'U&#231;k divenissero oggetto di un'inchiesta di Eulex. E gli albanesi del Kosovo ne sono del tutto coscienti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;Un crimine che sarebbe inedito nei Balcani&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nonostante il peso delle argomentazioni sostenute qui sopra, ritengo che un tale rifiuto rispetto al rapporto Marty derivi dalla paura di vedere lordata l'identit&#224; albanese, se l'accusa si rivelasse vera. Questo non sarebbe necessariamente vissuto come un attacco al mito dell'U&#231;k, ma piuttosto contro l'immagine dell'Albanese in generale, un mito identificatore. Uccidere un essere umano &#232; considerato un crimine dal codice universale dell'umanit&#224;, come un &#8220;bisogno&#8221; dal codice della mafia e come &#8220;un servizio alla patria&#8221; dal codice nazionalista. Al contrario, prelevare gli organi da un essere umano per venderli supera tutti i limiti e lo spettro nella categoria dei &#8220;mostri&#8221; capaci del &#8220;male assoluto&#8221;, mostri che hanno perduto del tutto la loro umanit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#200;, a mio avviso, il problema principale che solleva questo rapporto. Se i serbi portano il peso e la vergogna di Srebrenica, anche gli albanesi rischiano a loro volta di avere un caso di coscienza. Questo crimine inoltre sarebbe del tutto inedito nella storia dei Balcani, ed &#232; questo che ci fa paura nella nostra identit&#224;. &#200; ci&#242; che ci spinge a considerare un essere umano che si &#232; macchiato di questo crimine orribile come un &#8220;mostro&#8221;, qualcuno con cui noi non condividiamo pi&#250; nessun grado di umanit&#224;. Salvo che nel nostro caso, perch&#233; abbiamo a che fare con persone che ne rappresentano delle altre. Quindi, lasciare che si svolga un'inchiesta rischierebbe di gettare l'obbrobrio non su una sola persona, ma su un popolo intero. Ed &#232; per questo che coloro i quali non permettono che l'inchiesta avvenga si tramutano automaticamente in nostri difensori, gli altri in nostri nemici.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Anche se ne comprendo la natura e la ragione, anche quest'approccio non mi sembra meno assurdo ed inammissibile. Questa paura di riconoscere il mostro nascosto in fondo a noi, oltre alla nostra irrazionalit&#224;, mostra la nostra immaturit&#224;. Si sa che la guerra aliena l'uomo. Si sa che l'esca del guadagno, combinata all'ignoranza, disumanizza. Le due assieme possono portare a queste devastazioni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Abbiamo gi&#224; visto questo in condizioni &#8220;normali&#8221;, in Paesi &#8220;normali&#8221;; cliniche dove alcune persone si fanno estrarre propri organi in cambio di soldi. Sappiamo che bambini vengono rapiti per poi vendere i loro organi. Difficile dire chi &#232; il mostro: un rapitore barbaro che vede l'essere umano solo come un pezzo di carne da vendere o la persona &#8220;civilizzata&#8221; che accetta di pagare in cambio di un organo ottenuto in maniera poco ortodossa?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'accusa &#232; certamente molto pesante, ma rifiutare un'inchiesta, che la render&#224; caduca o prover&#224; invece la sua veridicit&#224;, sarebbe ancora peggio, perch&#233; &#232; come se si rinchiudesse dentro s&#233; un mostro che invece si potrebbe far uscire e condannare. Questo rifiuto ci rende tutti colpevoli e io credo che la maggior parte degli albanesi non vogliono sentirsi coinvolti in questo genere di crimini. Ma non si fermerebbe qui, perch&#233; vivere nel dubbio che alla guida del paese vi siano criminali capaci di questo genere d'azioni, instilla una minaccia nello spirito di tutti gli albanesi. Davide lo diceva bene, prima di Cristo: &lt;i&gt;Abyssus abyssum invocat&lt;/i&gt;, l'abisso richiama l'abisso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class=&#039;spip_document_163 spip_documents spip_documents_center&#039;&gt;
&lt;img src=&#039;http://www.duesicilie.org/IMG/jpg/uck-sharr-4_JPG.jpg&#039; width=&#039;500&#039; height=&#039;333&#039; alt=&quot;&quot; style=&#039;&#039; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;span class=&#039;spip_document_164 spip_documents spip_documents_center&#039;&gt;
&lt;img src=&#039;http://www.duesicilie.org/IMG/jpg/uck-sharr-3_JPG.jpg&#039; width=&#039;500&#039; height=&#039;333&#039; alt=&quot;&quot; style=&#039;&#039; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class="hyperlien"&gt;Vedi on line : &lt;a href="http://www.balcanicaucaso.org/aree/Kosovo/Traffico-d-organi-dell-Uck-come-reagire-all-inaccettabile" class="spip_out"&gt;Link all'articolo originale&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;&lt;small&gt;Nelle foto, in alto Monumento ai caduti dell'U&#231;k (da &quot;Courrier des Balkans&quot;), al centro l'autore dell'articolo Fatos Lubonja (foto da &quot;Osservatorio Balcani e Caucaso&quot;) e in basso due foto del Monumento ai caduti dell'U&#231;k (da pbosnia.kentlaw.edu)&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Islanda, il paese senza bavaglio </title>
		<link>http://www.duesicilie.org/spip.php?article116</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.duesicilie.org/spip.php?article116</guid>
		<dc:date>2010-07-26T13:02:18Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		



		<description>&lt;p&gt;Peccato per la conclusione con le solite battute gratuite sulle Due Sicilie, che dimostra solo l'ignoranza dell'autore, per il resto articolo interessante e congratulazione agli islandesi.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.duesicilie.org/spip.php?rubrique9" rel="directory"&gt;Europa&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;div align=justify&gt;&lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Islanda, il paese senza bavaglio&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Approvata una legge che garantisce uno &quot;scudo&quot; quasi totale a chi metter? su Internet segreti militari, giudiziari, societari e di Stato di pubblico interesse. I blogger saranno protetti dai processi. &quot;Sar? difesa la libert? d'espressione&quot;. E cos? la piccola isola potrebbe diventare il bunker del giornalismo d'inchiesta &lt;br class=&#039;autobr&#039; /&gt;
dal nostro inviato GUIDO RAMPOLDI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;REYKJAVIK - Alle tre di quella notte, quando il parlamento ? stato chiamato a votare, la deputata anarchica Birgitta Jonsdottir non era affatto certa che la sua proposta sarebbe passata. E un mese dopo ancora si chiede se tutti i colleghi avessero capito l'entit? della sfida che la piccola Islanda si impegnava a lanciare all'universo mondo - a Stati di polizia e a compagnie petrolifere, al Pentagono e a grandi banche, gi? gi? digradando fino all'Italia di Silvio Berlusconi. Ma fosse pure con il contributo di una scarsa consapevolezza, del sonno o della fretta di andare in ferie, sul tabellone elettronico ? apparso, ricorda Birgitta, &quot;un mare verde. Approvato all'unanimit?. Ero stupefatta&quot;. Da quel 16 giugno, un Paese di trecentomila abitanti promette uno scudo quasi totale ai disvelatori di segreti - segreti militari, segreti istruttorii, segreti societari, segreti di Stato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se documenti sottratti per un interesse pubblico saranno immessi in Internet da un server con base in Islanda, la giustizia dell'isola non potr? impedirne la divulgazione, tentare di scoprire chi li abbia rivelati, dare seguito a condanne comminate da tribunali esteri in base a leggi contrarie alle norme islandesi. Ancora: se uno Stato o un privato si ritenesse diffamato e ricorresse davanti ad una corte straniera, la societ? islandese proprietaria del computer (il server) che ha immesso in Rete carte segrete non solo non potr? essere intimidita con la minaccia di quei processi dai costi esorbitanti che stanno costringendo all'autocensura molto giornalismo occidentale, ma sar? autorizzata a rispondere con una contro-citazione davanti ad una corte dell'isola, dichiarandosi vittima di una minaccia alla libert? d'espressione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per capire come andr? a finire la sfida islandese occorrer? attendere la normativa d'attuazione (la risoluzione, intitolata Icelandic Modern Media Iniziative, impegna il parlamento a modificare quattordici leggi, tempo previsto: un anno). Stando alle premesse, l'Islanda potrebbe diventare il bunker mondiale del giornalismo investigativo, le Cayman Islands di un'informazione n? manipolatoria n? omissiva. Ma anche attirare specialisti della disinformazione e mestieranti della calunnia. Potrebbe arretrare sotto l'incalzare di silenziose pressioni internazionali. Oppure restituire la voce agli zittiti - dissidenti, perseguitati, disomogenei. Nel frattempo l'interesse che la deputata Birgitta Jonsdottir ha registrato nel parlamento europeo, soprattutto nel gruppo liberale, suggerisce che l'iniziativa islandese abbia gi? ottenuto un risultato cospicuo: chiamare alla riscossa contro la massa di divieti, ingiunzioni e intimidazioni che da quasi un decennio sta comprimendo la libert? d'espressione anche negli Stati di diritto occidentali, spesso con il pretesto della lotta al terrorismo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per quanto poi riguarda l'Italia, quel che offre l'Islanda gi? adesso permette di aggirare i divieti che in origine appartenevano alla goffa proposta del ministro Alfano. Nel concreto, chi volesse divulgare intercettazioni dal contenuto significativo non dovrebbe fare altro che mandare le fotocopie del documento originale ad un sito specializzato nella divulgazione di segreti (il pi? seguito, Wikileaks. org, ora ha la base ufficiale in Islanda). Per posta, ad uno degli indirizzi indicati nel sito Wikileaks; oppure via Internet attraverso il software Tor, gratuito, che costruisce un gioco di carambole tra computer e rende difficilissimo identificare il mittente. Il personale di Wikileaks verificherebbe l'autenticit? del documento attraverso i suoi collaboratori in Italia, e tempo qualche giorno o qualche settimana, lo metterebbe in rete. Secondo Smari Mc Carthy, matematico e portavoce di quella Digital Freedom Society che ha avuto un ruolo importante nella formulazione della proposta islandese, &quot;una volta che il documento fosse in Internet, i media italiani potrebbero riprenderlo senza temere ritorsioni&quot;. La tesi di Mc Carthy ? perlomeno discutibile, ma ? meno controverso che non mancherebbero media internazionali disposti a dare pubblicit? a ghiotti segreti italici, soprattutto nei Paesi dove l'informazione gode di forti protezioni. Dunque quanto pi? la legge Alfano tentasse di nascondere, tanto pi? ostenterebbe scandali e inadeguatezza dell'esecutivo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Probabilmente lo spettacolo non stupirebbe gli islandesi, cui la tv di Stato in giugno ha raccontato l'Italia attraverso il documentario svedese Videocracy, dove siamo rappresentati da Berlusconi e tali Corona e Mora. &quot;Che disastro, poveretti!&quot;, si sente ripetere adesso il giornalista italiano.&lt;br&gt;A loro volta gli italiani troverebbero un che di familiare nello scandalo islandese che ha prodotto per reazione la Icelandic Modern Media Iniziative.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Agosto 2009: la tv di Stato decide di rendere pubblico un documento bancario da cui oggi molti ricavano che nel privatizzare i due maggiori istituti di credito islandesi, i due partiti di centrodestra se li siano spartiti affidandoli a loro amici, incapaci che li avrebbero comprati con soldi presi a prestito da quelle stesse banche. Poco prima che il servizio vada in onda, la magistratura lo blocca con un'ingiunzione. La tv di Stato obbedisce: ma poco tempo dopo si vendica mostrando la schermata di Wikileaks che ha messo in rete il documento.&lt;br&gt;Dell'episodio discute la Digital Freedom Society in dicembre, quando riunisce a Reykjavik una compagnia non convenzionale: anarchici islandesi, hackers cosmopoliti, e i fondatori di Wikileaks. Va detto che gli anarchici qui sono persone mitissime (la settimana scorsa facevano scudo alla palazzina del governo bersagliata con sassi da cittadini rovinati dalla crisi finanziaria). E gli hackers nordici tengono a non essere confusi con i crackers, quelli che entrano nei siti per sabotarli o saccheggiarli, o con i vari malfattori che cercano lucri facili in Internet.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si considerano esploratori dell'ignoto, esteti, &quot;hippies lanciati nel cyberspazio&quot;, per citare uno di loro, Mc Carthy, che di nome fa Trifoglio (Smari in islandese: il padre, nato in Irlanda, lo chiam? cos? perch? il trifoglio ? il simbolo irlandese). Comunque quella sera due dozzine tra hackers, anarchici e sfascia-segreti di Wikileaks si ritrovano in un pub di Reykjavik e decidono di fondere in un progetto organico le pi? avanzate tra le norme europee e statunitensi in materia di informazione. Si tratta di invertire una tendenza che non ? soltanto italiana. Preoccupa soprattutto la Gran Bretagna, meta preferita di quel &quot;turismo da querela&quot; che promuove la causa l? dove trova la legislazione pi? favorevole. Secondo Trifoglio Mc Carthy, nei processi per diffamazione la giustizia britannica permette al querelante di infliggere al querelato un processo lungo e spese processuali proibitive (cos? anche negli Usa: vincere la causa contro Scientology ? costato 7 milioni di dollari al settimanale Time). A motivo di questo, molti giornali inglesi stanno cancellando dai propri archivi tutte le notizie controverse, per evitare di essere trascinati in una causa da studi legali collegati a grandi industrie.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&quot;Ma questo vuol dire modificare la storia&quot;, segnala Birgitta Jonsdottir. Mentre studia i codici occidentali il gruppo di Reykjavik si trova coinvolto nell'elaborazione di un filmato che un soldato americano ha inviato di nascosto a Wikileaks. Girato dalla US Air Force, mostra un elicottero statunitense fare strage di un gruppo di iracheni inermi scambiati per guerriglieri, e soprattutto, ammazzare intenzionalmente i primi soccorritori, clamorosamente incolpevoli. Non c'? un prima e un dopo, lamenta il ministro della Difesa Gates, volendo intendere: l'episodio ? decontestualizzato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma almeno c'? un &quot;in mezzo&quot;, gli risponde Wikileaks. Quel che qui conta ? che n? il filmato n? l'arresto del soldato che lo trafug?, tuttora detenuto, hanno trovato sui media americani l'eco che Wikileaks si attendeva. Se ne potrebbe dedurre che qualsiasi cosa scoprano i divulgatori di segreti, se l'argomento non ? nell'agenda dei media tradizionali non arriver? al grande pubblico.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quando gli giro il mio dubbio il portavoce di Wikileaks, Daniel, replica che l'organizzazione non vuole tanto sollevare clamore quanto sottrarre all'invisibilit? documenti che potrebbero formare la verit? storica. Fondata da un hacker australiano che tuttora viaggia nel mondo con le precauzioni di un ricercato, Wikileaks pu? avvalersi di 800-1000 collaboratori sparsi in decine di Paesi, con i quali verifica le carte segrete che riceve. Secondo Daniel finora soltanto due sono risultate trappole costruite ad arte (una collegava Obama all'islamismo radicale). In genere Wikileaks non si pone il problema se i segreti divulgati siano d'aiuto a malintenzionati (cos? l'organizzazione ha pubblicato i test condotti dal Pentagono su apparecchi destinati a prevenire l'esplosione di mine). L'importante, per cos? dire, ? che quei documenti siano agli atti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per? le protezioni accordate dall'Islanda gi? nel futuro prossimo indurranno questi o altri cacciatori di segreti a tentare di raggiungere in proprio il grande pubblico. E a costruire archivi nazionali (l'IMMI, ghigna Trifoglio Mc Carthy, potrebbe sdoppiarsi in &quot;Italian modern media initiative&quot;) oppure tematici, vuoi per precisare i profili di Corporation che hanno globalizzato anche l'opacit?, vuoi per individuarne comportamenti scorretti che al momento sono invisibili. Il progetto ? audace, la questione seria. Difficile fare previsioni. Al momento l'unica cosa chiara ? che al cospetto dei cybernauti di Reykjavik il povero Angelino Alfano, con le sue pandette e i suoi calamai, fa la figura di un leguleio del Regno delle Due Sicilie.&lt;br class=&#039;autobr&#039; /&gt;
(26 luglio 2010)&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class="hyperlien"&gt;Vedi on line : &lt;a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/07/26/news/islanda_paese_senza_bavaglio-5830551/?ref=HRER1-1" class="spip_out"&gt;Link all'articolo originale&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
		
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