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A Venezia il Risorgimento di Martone

martedì 7 settembre 2010.

7/9/2010 (12:3) - TERZA PELLICOLA ITALIANA IN CONCORSO
A Venezia il Risorgimento di Martone
"Mazzini? Era un vero terrorista"

Alla Mostra "Noi credevamo" tre ore e 20 minuti di film
Il regista: "La gran parte degli italiani non sa niente della nascita della nazione"

VENEZIA - ? il giorno del terzo film italiano in cartellone all’interno del concorso veneziano, il kolossal risorgimentale Noi credevamo di Mario Martone. In tre ore e venti di film il regista napoletano vuole raccontare il lato oscuro e ?terroristico? celato dietro alcuni episodi che portarono all’Unit? d’Italia. E alla proiezione per la critica la pellicola ? stata molto applaudita.

Ispirato ad un romanzo di Anna Banti, moglie dello storico dell’arte Roberto Longhi e dimenticata autrice di racconti, il film impressiona per la sua durata (tre ore e venti) e per l’immane sforzo produttivo dietro all’operazione. Nel cast Luca Zingaretti nella parte di Crispi e Toni Servillo in quella di Mazzini.

Nel Risorgimento di Martone non c’? spazio per i grandi avvenimenti e personaggi storici. Quattro episodi narrano altrettante pagine oscure del processo risorgimentale attraverso le storie di tre ragazzi del sud che in seguito alla repressione borbonica dei moti del 1828 maturano la decisione di affiliarsi alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini. Le vite dei tre verranno segnate tragicamente dalla loro missione di cospiratori e rivoluzionari. Sullo sfondo la storia pi? sconosciuta della nascita del paese, i conflitti implacabili tra padri della patria, e l’insanabile frattura tra nord e sud.

Martone lascia da parte Cavour (?ci vorrebbe un film a parte e quindi ho deciso di concentrarmi sui repubblicani?, dice) e porta al cinema un Mazzini che non ? molto diverso da un terrorista dei giorni nostri, come ammette il regista, che ha deciso di dedicarsi a questo film dopo l’11 settembre: ?Non c’? una sola parola che Mazzini pronuncia nel film che non derivi dai suoi scritti. Questo aspetto terroristico, perch? cos? veniva definito del resto Mazzini dalle polizie di tutta Europa ma anche da Marx ed Engels, non ? un’invenzione mia n? di Giancarlo de Cataldo (cosceneggiatore del film col regista, ndr.) ? qualcosa che appartiene alla storia. Naturalmente Mazzini ? un personaggio immenso e quindi lungi da me l’idea di ridurlo solo a terrorista. ? stato un uomo che ha saputo immaginare l’Italia unita in anni in cui era inconcepibile. Certo, la lotta cos? lunga, l’ostinazione per il credo repubblicano, una forma di mistica religiosa nella forma della lotta, ? innegabile. Ma d’altronde fare un Paese ? un processo doloroso. Abbiamo cercato di raccontarlo, anche perch? la stragrande maggioranza di noi non sa nulla su come ? nata l’Italia ma sa tutto su come sono nati gli Stati Uniti grazie ai film western?.

Il trailer del film


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