Warning: file_get_contents(/proc/loadavg): failed to open stream: Permission denied in /hermes/bosoraweb182/b543/ipg.carminecolacino/config/ecran_securite.php on line 302 Valerio Rizzo - [2S] Lavori in corso

Lavori in corso

Attenzione: un problema tecnico (server SQL) impedisce l’accesso a questa parte del sito. Grazie per la comprensione.
Lavori in corso

Lavori in corso

Attenzione: un problema tecnico (server SQL) impedisce l’accesso a questa parte del sito. Grazie per la comprensione.
Lavori in corso

Lavori in corso

Attenzione: un problema tecnico (server SQL) impedisce l’accesso a questa parte del sito. Grazie per la comprensione.

Valerio Rizzo

Io sono nato sulle argille brulle del materano, dove il vento soffia libero e non c’è nulla che ferma la luce del sole. Io sono nato dove non ci sono costrizioni, tranne quella aspra e crudele della natura! (Valerio Rizzo)

Valerio Rizzo è un Sociologo, ma è anche un giornalista "per caso". Infatti Infatti attualemnte è collaboratore per il settimanale Oggi nella sezione on-line e cura la rubrica "Italia in pillole", è editorialista sul giornale on-line Very Much; ma ha fatto parte della redazione di Info Oggi, ha collaborato con l’agenzia di stampa Free Lance International Press. Infine ha due pubblicazioni con il settimanale Panorama edito da Mondadori.

Dalla fine degli anni ’90 tutti i suoi studi e il suo lavoro intellettuale è stato volto a far emergere la vera storia del Risorgimento che, ripulita dalla patetica retorica, ha evidenziato sempre con maggior forza una verità dei fatti diversa da quella che insegnano nelle scuole, una realtà fatta di violenza gratuita e di pulizia etnica, politica economica attuata nelle regioni meridionali a vantaggio del centro-nord.

Ha superato i 30 anni ma è molto lontano dai 40, appassionato, no anzi innamorato, della sua Basilicata.

E’ nato in una gelida serata di dicembre in un paese dell’alta collina materana e dopo averci vissuto 6 anni si è spostato nel Metapontino dove attualmente vive. Lucano da generazioni poichè i suoi trisavoli erano di Montemurro i quali erano lì dai tempi della Magna Grecia.

Parla il dialetto lucano e precisamente il dialetto materano e ancora più precisamente il dialetto metapontino.

Conosce molto bene la Lingua napoletana e abbastanza bene il dialetto calabrese , mentre sta studiando la Lingua siciliana.

E’ amante della libertà che per lui si concretizza solo andando in moto (la sua moto) senza casco e con la musica di Vasco nelle orecchie. Ma gli piace tanto stare in compagnia e soprattutto gli piace ridere e scherzare in ogni momento della vita. Appassionato di cinema per quasi tutti i generi, ma ci va solo se è in una buona compagnia. Ama la montagna più del mare, ama la natura e gli animali.

" La libertà non è avere le ali, basta avere due ruote, un fanale cromato ed una qualsiasi strada (Valerio, cioè IO) "

Appassionato di storia nel senso scientifico del termine (non quella dei vincitori) ed ha come mito Max Weber e con rammarico pensa che se tutti gli storici lo avessero seguito ora non bisognerebbe aspettare l’apertura degli archivi segreti per sapere le verità storiche!

Ma è anche appassionato di tutte le ricerche sociali passate, presenti e future,; infatti quando esce per strada tutto ciò che vede e nota per lui diventa una ricerca sociale.

Infine è innamorato della cultura in qualsiasi forma si manifesti.

Un giorno, per caso, lesse queste frasi riportate qui sotto, e da allora ha come scopo diffondere le verità storiche sul Risorgimento.

" Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d’infamare col marchio di briganti" (Antonio Gramsci in L’Ordine Nuovo, 1920)

" Io vorrei fare, io farò forse un giorno una carta del brigantaggio e una dell’emigrazione e l’una e l?altra si completeranno e si potrà vedere quali siano le cause di entrambi. " (Francesco Saverio Nitti, Briganti, 1899)

" E intorno a noi il timore e la complicità di un popolo. Quel popolo che disprezzato da regi funzionari ed infidi piemontesi sentiva forte sulla pelle che a noi era negato ogni diritto, anche la dignità di uomini. E chi poteva vendicarli se non noi, accomunati dallo stesso destino? Cafoni anche noi, non più disposti a chinare il capo. Calpestati, come l’erba dagli zoccoli dei cavalli, calpestati ci vendicammo. Molti, molti si illusero di poterci usare per le rivoluzioni. Le loro rivoluzioni. Ma libertà non è cambiare padrone. Non è parola vana ed astratta. è dire senza timore, è MIO, e sentire forte il possesso di qualcosa, a cominciare dall’anima. è vivere di ciò che si ama. Vento forte ed impetuoso, in ogni generazione rinasce. Cos’ è stato, e così sempre sarà..." (Carmine Crocco )


Invia un messaggio privato a questo autore

Lavori in corso

Lavori in corso

Attenzione: un problema tecnico (server SQL) impedisce l’accesso a questa parte del sito. Grazie per la comprensione.