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Segue la polemica

Ancora su Borbone e Borboni

Qual ? la forma corretta?
giovedì 15 luglio 2010 di duesicilie

Sulla rivista Due Sicilie segue l’eterna querelle su se sia corretto dire Borbone o Borboni nel riferirsi alla famiglia reale delle Due Sicilie (e per estensione a quella spagnola e a quella francese, suddividendosi, come ? noto, tale famiglia in tre rami principali). Noi preferiamo la forma Borbone, perch? in linea con l’uso attuale, in riferimento al trattamento dei cognomi, dell’italiano standard.

La querelle ? tra RIN (un autore della rivista) e alcuni lettori, ma nel passato anche noi avevamo avuto modo di entrare nella diatriba. Premesso che la cosa importante ? sempre il contenuto piuttosto che la (sola) forma ritorniamo sull’argomento perch? non ci ? piaciuta l’arroganza con la quale RIN ha interloquito con i "critici", tra l’altro anche perch? la maggior parte degli argomenti avanzati sono - a nostra opinione - fallaci, ma andiamo con ordine.

Primo elemento a favore del plurale dei cognomi (che per? ricordiamo che nella nostra lingua italiana attuale sono sempre resi con il singolare) ? il fatto che tale plurale abbia "origine antica" e si riportano esempi dal "latino" (i Gracchi, gli Scipioni, di origine certamente molto pi? antica di Borboni), come se le convenzioni di una lingua (in latino era grammaticalmente corretto fare il plurale dei nomi propri) dovessero valere in un’altra (e ricordiamo che a suo tempo lo stesso autore ci propose l’esempio di alcune lingue europee dove, di regola, i cognomi hanno plurale... insomma lo stesso argomento fallace riproposto sotto forma diversa...).

La perla per? viene dopo, ci si attacca (non so cosa c’entri con il plurale dei cognomi, ma tant’?) alle forme tronche di "quale" (cio? "qual") comparandole con "quando" che in effetti si elide davanti alla terza persona del presente indicativo del verbo essere diventando "quand’?". La logica (se cos? si pu? dire) starebbe nel fatto che nel passato - dice sempre RIN - si scriveva tranquillamente "qual’?" con l’apostrofo, seguono alcune considerazione su dove va l’accento (tonico) piuttosto prive di senso... Il fautore di "Borboni" sembra ignorare la differenza tra elisione e troncamento che risiede nel fatto che il primo avviene anche davanti a consonante, mentre il secondo solo davanti a vocale (ed infatti si pu? dire "qual fosse" ma non "quand’ fosse"). Insomma se nel passato si sbagliava (o magari non si faceva attenzione alla cosa), la normale evoluzione della lingua italiana ha fatto s? che - alla fine - ci si ponesse il problema e si trovasse, una soluzione logica compatibile con la struttura attuale della lingua italiana. Standardizzazione che non vedo perch? dovrebbe avere un’eccezione nel caso dei Borbone (l’uso del passato ? in effetti irrilevante).

Dalle considerazioni sgangherate riportate per? l’autore sembra "logicamente" derivare che ? pi? corretto quindi usare la forma plurale nel caso del cognome Borbone, e per qualche altro, con buona pace delle regole dell’italiano che s? cambiano in modo diacronico, ma che, come in tutte le lingue, sono piuttosto stabili dal punto di vista sincronico.

Ovviamente lasciamo ognuno libero di esprimersi come gli pare, quello che si critica sono esclusivamente gli argomenti riportati a sostegno dell’uso del plurale nel caso dei Borbone, argomenti che ci sembrano del tutto fallaci e irrilevanti (anche perch? riteniamo l’uso attuale preferibile a quello del passato, cos? come avviene per tante altre forme dell’italiano antico, o solo "vecchio" oggi definite arcaiche, come per es. il troncamento di "gli" davanti a parola che cominci per "i", una volta comune e oggi completamente in disuso e considerato non standard).