2S
Rivista Due Sicilie

Il Sud ? in liquidazione

? in distribuzione il N? 4 / 2010
venerdì 2 luglio 2010

Mala tempora currunt, la liquidazione del Sud ? ormai ad uno stadio decisamente avanzato e, per soprammercato, dobbiamo sopportarci le varie facce legaiole che spiegano che tutto questo far? un gran bene al Sud ... come dire che a uno che sta affogando gli strappo via l’ultimo salvagente e gli do un bel colpo di remo in testa, per il suo bene. E, forse, tutto sommato, meglio cos?, si affoga prima e con minor pena...

Purtroppo, salvo qualche lodevole eccezione, la classe dirigente meridionale si preoccupa solo di preservare il proprio miserabile orticello: traguardi miserabili per gente miserabile. ? chiaro che non ci si pu? attendere, da elementi che verrebbero schifati anche dagli ascari, un’efficace azione politica. Ma, almeno, avrebbero potuto quantomeno ? negli anni passati ? attivarsi per smascherare i cavalli di battaglia fasulli della Lega. Infatti, uno dei fattori di maggior spinta per la diffusione della Lega ? rappresentato dai dati statistici sul gettito fiscale proveniente dalla varie regioni italiane. Come noto, la Lombardia sarebbe la regione che paga pi? di tutte non ricevendo in proporzione. E proprio la Lombardia ? la culla della Lega, movimento che ha fagocitato gli altri localismi padani che probabilmente sarebbero rimasti a una stadio di mero folklore.

Non so se ricordate le prime campagne leghiste con i manifesti che mostravano la gallina padana che faceva uova in quantit? che, ahim?, le venivano fottute da Roma ladrona, e gli slogan tipo ?Lumbard paga e tas !? (lombardo, paga e taci).

In effetti, considerando i dati, ? indiscutibile il primato lombardo, siamo grosso modo a un gettito pari al 27% del totale. A distanza viene, chi l?avrebbe mai detto, proprio il Lazio che concorre con un 17%, certamente lontano dal primato lombardo ma pur sempre largamente davanti all?8,5% del laborioso Veneto, 8,3% del Piemonte, 7,9% dell?Emilia-Romagna e via via scendendo

Ma, come ben sa qualsiasi esperto di statistica, dati cos? espressi significano tutto e niente se non vengono correttamente letti. In compenso, buttati l?, cos? come si fa da anni, sono alla fine diventati il goloso traguardo che le laboriose formichine lombarde vedono possibile col ?federalismo?, la possibilit? di trattenere in loco se non ?tuttotutto? quasi tutto. E questo spiega il consenso derivante alla Lega da una propaganda tagliata con l?accetta. Tanto pi? in una regione che col fisco ha sempre avuto un rapporto un p? cos?...non a caso,alla caduta del Regno d?Italia, susseguente al crollo di Napoleone e del suo Vicer? milanese Eugenio, i bravi cittadini ambrosiani linciarono il ministro delle finanze, il povero Prina.

Per scoprire la profonda ingiustizia del ragionamento (senza far ricorso a concetti chiari almeno 25 secoli fa....) gi? un primo approfondimento comincia a diradare le nebbie e porre alcuni interrogativi. Infatti, la prima domanda nasce rilevando che la popolazione residente in Lombardia (pi? corretto che dire lombardo, stante il grande travaso di popolazione dei passati decenni da sud e da est), pari al 16% del totale Italia, fornisce appunto il suddetto 27% mentre il Lazio procura allo Stato il 17% avendo il 9% della popolazione.

Allora, chi ? che fornisce, proporzionalmente, il maggior gettito ?
Ma non ? questo l?aspetto principale (anche se, date le scarse virt? matematiche italiche, potrebbe non apparire immediatamente chiarissimo). L?esame ? secondo i medesimi criteri ? condotto sulle altre regioni italiane permette di suddividerle in 3 gruppi: al primo appartengono solo le due suddette, Lazio e Lombardia, che forniscono un gettito fiscale largamente superiore, in percentuale, al peso delle rispettive popolazioni. C?? poi un secondo gruppo, cui appartengono le restanti regioni del Nord e Centro per le quali esiste una correlazione abbastanza stretta fra popolazione e gettito fiscale, salvo leggeri scostamenti in pi? o in meno. Per esempio, il gi? citato Piemonte fornisce 8,3% del gettito fiscale avendo una popolazione pari al 7,5%, all?altro estremo le Marche forniscono il il 2% avendo il 2,3% di popolazione, passando per la perfezione friulana (2,2% contro 2,2%).

Nel terzo gruppo stanno le reprobe regioni meridionali (Sardegna compresa e non si ? mai abbastanza rimarcato che questa regione, che pure consent? ai Savoia di raggiungere la dignit? regia, all?Unit? era ben pi? arretrata della borbonica Sicilia...) per le quali il peso % della popolazione supera il peso % del gettito fiscale. Ovviamente, questo dato nudo e crudo sarebbe alquanto rettificato introducendo anche i livelli occupazionali, ma non stiamo a complicare troppo le cose... Chiariamo solamente che, anche fra le virtuose del Centro-Nord c?? qualche pecorella ?grigia? tipo Toscana che, con il 6,5% di popolazione produce un 5,6% di gettito fiscale...

Allora, che cosa dovremmo concludere? Che, salvo i romani e milanesi (per giunta questi secondi e non primi...ahi ahi!), gli altri o rientrano nella categoria di quei ragionieri che non ti danno niente pi? dello stretto dovuto o di quei lazzaroni profittatori che, non paghi d?aver avuto in dono una terra bellissima con clima carezzevole, vogliono campare allegramente a spese di chi lavora ?

Ora, si d? il caso che, durante la vita lavorativa, il sottoscritto sia stato funzionario di una banca stabilita sull?intero territorio nazionale (isole comprese) e, per qualche anno, con mansioni di direttore di filiale; il che, per quanto piccolo fosse lo sportello, permetteva di avere una visione per cos? dire privilegiata su aspetti economici e amministrativi che altrimenti mi sarebbero sfuggiti.

In particolare, una cosa ? certa: le aziende pagano le tasse dove hanno la sede legale. Non solo, ma operando come sostituti d?imposta per i propri dipendenti, anche quelle imposte affluiscono agli Uffici Finanziari siti nella citt? in cui le aziende hanno la sede legale. E c?? dell?altro ancora, almeno per quanto riguardava la Banca in cui ho lavorato, la mia pensione proveniva dall?Inps della citt? in cui era la sede legale della Banca in questione ... per?, su questo, non saprei dire se succeda altrettanto per altre aziende.

Comunque, a questo punto, mi pare che sia lecito domandarsi: quanto del supergettito laziale e lombardo sia di provenienza esogena o ? una questione peregrina? E, attenzione, proprio la presenza egregia del Lazio in questa particolare classifica di buoni e cattivi costituisce la miglior smentita alle idee leghiste: non certo per dire che son "pi? bravi" di quelli del Nord, ma perch? mostra in modo chiarissimo quanto pesi - ai fini statistici - il concentramento di sedi legali. Infatti, il Lazio non ? poi questo gran "motore" produttivo. In ogni caso, quante delle aziende che operano sul territorio nazionale hanno la sede legale a Roma o Milano? C?? qualcuno, magari proveniente dagli Uffici Finanziari dello Stato che possa soddisfare tali curiosit??

concludendo: se chi di dovere (ovvero quella classe politica che ogni ventinove e trenta si lancia in alati richiami all?unit? del paese) avesse incisivamente spiegato queste cosucce, chiss?, forse la boria leghista oggi avrebbe le ruote un po? a terra e non saremmo arrivati alla farsa di un federalismo che, per come lo si realizzer?, equivarr? a pensare che sia possibile da una frittata passar alle uova.

Maurizio D’Angelo

CHI ? IL MISTERIOSO PERSONAGGIO AUTORE DI QUESTO SCRITTO?

"Strettissimi amici divenimmo, e quando pi? tardo le circostanze il permisero, tutto avemmo di comune, letto, borsa, relazioni, desideri e speranze; giurammo di non mai abbandonarci; un Dio nell’ora del pericolo accolse i nostri reciproci voti (...) Fui molte volte sentinella perduta, caricai le spalle di legna, spazzai la caserma ed a tutti i pi? bassi ufficii come qualsiasi altro soddisfeci; vissi molti giorni di Baccal?, di gatti, cani e pi? ributtanti cose ancora; restai pi? di quattro mesi senza mai spogliarsi n? mai pi? di tre ore dormii, ritrovando nella mia costituzione le necessarie forze..."
- Lisbona, 9 agosto 1834

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