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Quale futuro per la chiesa romana? - [2S]
2S
Questa chiesa non serve a nulla di positivo... l’unica cosa che le preme ? difendere i propri interessi

Quale futuro per la chiesa romana?

da "Homolaicus.com"
domenica 27 giugno 2010
In genere l’atteggiamento della chiesa romana (ma si ? notevolmente accentuato con gli ultimi due pontefici) ? quello di voler far credere che senza cristianesimo c’? solo irrazionalismo e che tutta la follia dell’occidente (ben documentabile nel XX sec.), per non parlare di quella del cosiddetto "socialismo reale", ha, in ultima istanza, radici culturali, anzi, ideologiche, che sono l’agnosticismo e l’ateismo, cio? l’indifferenza se non l’ostilit? nei confronti della fede cristiana. Le motivazioni di ordine sociale (l’opposizione tra classi antagonistiche) ed economico (lo sfruttamento del lavoro altrui) passano in secondo piano.

Tuttavia il nemico che questa chiesa considera "mortale" non ? tanto il capitalismo, quanto piuttosto il socialismo, poich? qui l’ateismo ? senza soluzione di continuit?. Quando critica l’agnosticismo della borghesia lo fa per farle capire che se continua cos?, render? inevitabile il socialismo, cui l’ateismo ? organico. Essa infatti sa bene che il limite del capitalismo non sta solo nell’agnosticismo, ma anche nel suo individualismo, basato sul profitto, sull’interesse economico.

E sa anche che se questo individualismo sfrenato non viene stemperato dall’illusione religiosa, la crescita del socialismo sar? ancora pi? veloce, nonostante l’implosione di quello da caserma.

Una volta questa illusione si esprimeva nella minaccia del castigo eterno (che Wojtyla, p. es., us? nel suo famoso discorso contro la mafia). Oggi, subendo i condizionamenti del laicismo, essa preferisce usare la filosofia dei diritti umani, in virt? della quale ? convinta di poter risolvere tutti i problemi sociali.

Del capitalismo alla chiesa d? pi? fastidio l’agnosticismo, l’indifferenza alla religione, l’ateismo implicito, indiretto, che non il profitto come criterio di vita, proprio perch? essa stessa vive di interessi bancari, rendite parassitarie, finanza occulta. ? da un millennio che detta chiesa pratica il compromesso con la borghesia, sancito definitivamente col Concilio Vaticano II, e se anche i suoi teologi continuano a parlare di "terza via", di fatto questa chiesa, nei suoi vertici istituzionali, non ha dubbi da che parte stare.

? solo nei suoi livelli di base (in occidente sino alla fine degli anni Settanta) che si vanno a cercare rapporti col socialismo (oggi in verit? neppure nel Terzo mondo, in quanto non si vedono all’orizzonte alternative realmente praticabili al crollo di quello est-europeo).

E cos?, mentre nel capitalismo ? il profitto che valorizza i capitali, nella chiesa romana ? la fede che lo fa. Con la fede infatti si possono ottenere non solo lasciti e donazioni, ma anche evasioni ed elusioni fiscali e persino contributi statali e gettito fiscale (dall’otto per mille al finanziamento delle scuole private, dall’esenzione dell’ici a quella dell’iva, e via dicendo).

In virt? della fede si pu? tenere in piedi un meccanismo di potere (politico, economico e finanziario) in cui il capitale s’incrementa da s?, a prescindere dalla fede stessa, esattamente come nel capitalismo lo si incrementa a prescindere dalla coscienza degli imprenditori e affaristi in generale.

La chiesa cattolica, non meno di quella protestante, ? per definizione una "chiesa di stato", anche quando giuridicamente non lo ?. ? una chiesa che vede lo Stato borghese come suo concorrente, ma anche come suo protettore, perch? sa che al di fuori di questo Stato il suo destino di "chiesa politica" ? segnato.

La chiesa romana paga il pizzo della propria sopravvivenza a uno Stato agnostico e borghese che la protegge e che sa di poterla usare per legittimare s? stesso. D’altra parte una chiesa abituata da secoli a pensarsi solo come "istituzione di potere", cos’altro potrebbe fare? quale spiritualit? potrebbe mai proporre?

Se il papato potesse, preferirebbe porsi come "Stato di s? stesso" (lo Stato della chiesa ? durato circa un millennio e ancora oggi esiste nella minuscola ma influente porzione geografica del Vaticano). Sono state soltanto le circostanze storiche che hanno costretto il papato ad accettare di vivere in uno Stato che non gli appartiene, col quale per? pu? e anzi deve intavolare ogni giorno rapporti di reciproco interesse.

Lo Stato borghese, infatti, pur essendo agnostico, ha bisogno dell’illusione della fede per imbonire le masse pi? deprivate o pi? ingenue, come d’altra parte ha bisogno di altre forme profane di illusione (dal consumismo alla discoteca, dal calcio alle droghe vere e proprie).

Questa chiesa non serve a nulla di positivo; il suo umanesimo ? del tutto astratto; non ha occhi per il futuro; l’unica cosa che le preme ? difendere i propri interessi. Sta svolgendo lo stesso ruolo del paganesimo al tempo della decadenza dell’impero romano, anche se Ratzinger ? convinto che questo ruolo appartenga solo agli Stati indifferenti alla fede.


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