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Lassú al Sud - [2S]
2S
Passaparola con Pino Aprile

Lassú al Sud

dal blog di Beppe Grillo - Intervista a Pino Aprile
venerdì 17 agosto 2012
"Gli ultimi dati dell’Unione delle Camere di Commercio mostrano che tra le nuove aziende la più alta percentuale è meridionale, il 31%. Non solo: le nuove aziende create da giovani con meno di 35 anni sono in grandissima parte meridionali. Se si fa una classifica delle province in cui nasce il maggior numero di aziende a opera di giovani, i primi posti vedono province meridionali. Al primo posto c’è Enna. Per aziende che nascono a opera di donne la classifica vede ai primi posti solo città meridionali. È vero che questo succede perché non avendo alternative, non avendo possibilità di trovare lavoro, i giovani, le donne del Sud, se lo creano, ma è vero anche che la capacità dei giovani meridionali di creare economia in maniera innovativa è notevole." Pino Aprile.

Passaparola - Lassú al Sud - Pino Aprile

Il Passaparola di Pino Aprile, giornalista e scrittore

Il Sud parte svantaggiato

Buongiorno a tutti, sono Pino Aprile, sono un giornalista e uno scrittore, mi dedico da alcuni anni esclusivamente a temi che riguardano il Mezzogiorno d’Italia, e la domanda che tocca ognuno di noi perché riguarda tutti è: “Dove va a finire l’Italia con il Sud in queste condizioni?”. Già l’Italia è messa male, il Sud vale poco più della metà del PIL del Nord e quindi è messo, lo sappiamo da sempre, molto peggio del resto del Paese e la sua economia è molto più difficoltosa, non viene messa nelle condizioni di potersi sviluppare. Provo a fare un esempio. Reggio Calabria ha, con i bronzi di Riace, uno dei richiami turistici più importanti che ci siano e spesso i cittadini di Reggio Calabria vengono accusati di non saper sfruttare questa fonte di lavoro, di guadagno. Si dimentica che raggiungere Reggio Calabria è un’impresa perché sono stati tagliati i treni per raggiungere Reggio Calabria, l’alta velocità se la sognano, i treni diretti sono stati aboliti, decine di voli, vado a memoria, mi pare che 52 voli siano stati soppressi, come ci vai a Reggio Calabria? L’alternativa è la Salerno - Reggio Calabria che va riconosciuto è in fase di ristrutturazione, ma perché ce lo ha imposto l’Europa perché non è un’autostrada e l’Europa ha preteso che l’Italia adeguasse la Salerno - Reggio Calabria ai criteri delle autostrade e ora quasi 300 chilometri dei 440 sono stati messi in condizioni di decente percorribilità. Come fai a sfruttare una risorsa turistica se non puoi risolvere la prima questione che ti pone il turista: "Come arrivo lì?”. Moltiplicate questo per ogni impresa si possa fare al Sud e si capisce come e perché parta svantaggiato, molto squilibrato in questa corsa, è come fare 100 metri con una palla al piede.
Ci sono però dei segnali molto positivi. Gli ultimi dati dell’Unione delle Camere di commercio, mostrano che tra le nuove aziende la più alta percentuale di nuove aziende è meridionale, il 31%. Non solo, ma le nuove aziende create da giovani con meno di 35 anni sono in grandissima parte meridionali. Se si fa una classifica delle province in cui nasce il maggior numero di aziende a opera di giovani i primi posti vedono province meridionali. Al primo posto c’è Enna. Per aziende che nascono a opera di donne la classifica vede ai primi posti solo città meridionali. È vero che questo può succedere e succede perché non avendo alternative, non avendo possibilità di trovare lavoro, i giovani, le donne del Sud se lo creano, ma è vero anche che la capacità dei giovani meridionali di creare economia in maniera innovativa è notevole. Vi faccio un esempio. Grazie ai concorsi, alle possibilità messe su dalla Regione Puglia per premiare idee innovative, spin-off per start up, idee vincenti che possano far nascere nuove aziende, la Puglia in soli due anni è diventata la prima d’Italia tranne il Friuli e nel 2011 l’azienda più innovativa l’Italia è pugliese.Ci sono esempi clamorosi. Quello più citato è Blackshape. Due giovani di Monopoli in provincia di Bari, dopo avere lavorato in giro per il mondo, dal Sud America alla Cina, si incontrano a Parigi e entrambi con la nostalgia del proprio paese, tornano. Non hanno soldi, le loro famiglie li hanno aiutati come potevano, ma hanno idee e coraggio. Mettono in piedi un progetto per costruire il più leggero velivolo privato del mondo, vincono un concorso della Regione Puglia con cui portano a casa i soldi per il progetto, che erano circa 24/25 mila Euro. Vincono anche un concorso europeo che comporta soldi notevoli, ma non bastano per mettere su l’azienda. Però il loro progetto è così buono che un imprenditore locale mette il resto. Questa fabbrica ora c’è, produce due velivoli al mese, sta a Monopoli e stanno cercando di ampliarla perché non reggono alla richiesta. Questo velivolo si chiama Blackshape e è stato definito dalla rivista internazionale "Voler" la Ferrari dei cieli.
Esempi così se ne possono fare tantissimi, quindi il Sud non è solo la disperazione di 700 mila giovani che se ne sono andati in 10 anni e che continuano a andarsene, non è solo la disperazione di un Paese. Uno Stato che ha abbandonato letteralmente una parte del Paese e della sua popolazione.

Nessuna attenzione per il Sud

Vi faccio un esempio: alcuni giorni fa Mauro Moretti, l’amministratore delegato di Trenitalia del Centro – Nord, visto che le ferrovie del Sud per lui non esistono, non le considera, si ricorda che ci sono solo quando deve tagliare qualche altro ramo ferroviario, ha annunciato con legittimo orgoglio che l’Italia è un Paese civilissimo perché finalmente anche i cani di grossa taglia potranno viaggiare sui treni a alta velocità. Accidenti, provate a immaginarvi di essere meridionali, dove sui treni a alta velocità voi non salite o addirittura meridionali di Matera, dove non è che non salgono sui treni a alta velocità, ancora non hanno visto un treno nel 2012 a Matera, basterebbe un treno bestiame anche per dire: siamo anche noi in Europa! Questo è il grado di attenzione per il Mezzogiorno! Il Mezzogiorno sta dando segnali forti, è vero che Monti annuncia il possibile commissariamento della Sicilia perché ha un deficit sul Pil del 7%, colpisce un po’ che a fare la lezione sia Monti alla Sicilia, perché Monti rappresenta lo Stato che ha un debito sul Pil del 120%, quindi chi fa la lezione a chi? Dopodiché va benissimo, la Sicilia dovrebbe essere sicuramente amministrata meglio, però Monti ci ha poi spiegato che lo faceva per dare un segnale all’Italia che bisogna essere tutti più attenti. Allora forse poteva citare il Piemonte, visto che nel rating di Moody’s, cioè nel grado di affidabilità che viene misurato dall’agenzia internazionale Moody’s, la Sicilia è messa molto meglio del Piemonte che è nell’ultima casella.
Quando c’è da costruire su un pregiudizio negativo si va sempre al Sud, ma nello stesso governo c’è Fabrizio Barca, il ministro alla coesione territoriale che sta lavorando benissimo al Nord, al Centro e al Sud. Questo è un Paese che ci può dare anche sorprese positive, basta individuare i punti su cui lavorare e volerlo fare perché la verità è che se questi punti sono al Sud non lo si vuole fare! Chiudo con un esempio, quando dici Sud dici cattiva amministrazione. Davvero? L’ultima città che è fallita è Alessandria, prima c’era stata Parma. Al Sud erano fallite due città: Catania e Taranto, tutte e due amministrate dal Pdl, dal partito di governo allora, il partito di governo ha salvato Catania con i soldi destinati allo sviluppo e ha lasciato affondare Taranto, perché? Perché nel frattempo i cittadini di Taranto hanno votato, punendo giustamente l’amministrazione che aveva fatto fallire la città e mandando al governo un’amministrazione di centro-sinistra, se questo è il modo potete immaginare perché le cose vadano come vadano, però a uno sputo da Taranto c’è Bari, Bari è la città metropolitana con il più basso numero di dipendenti pubblici in rapporto alla popolazione e un positivo incasso di 140 milioni di Euro che non riesce a spendere per il patto di stabilità.

L’Italia è stata fatta distruggendo

Il Sud ha bisogno di strade, di ferrovie, di collegamenti aerei, di tutto quello che è stato negato finora perché il sud ce la può fare ma non se qualcuno lo tiene ancorato per impedirgli di prendere il volo!
Non deve produrre, il Sud deve essere cliente, non concorrente! Tutta l’economia tranne dei brevi periodi della Storia dell’Italia unitaria è il Sud deve consumare, non produrre. L’Italia, è stata fatta distruggendo, persino a mano armata e sparando sulle maestranze, le grandi aziende del Sud, i più grandi stabilimenti siderurgici che c’erano allora in Italia e in Calabria, la più grande officina meccanica del tempo, copiata da tutti i paesi industrializzati che era quella di Pietrarsa, l’unica in grado di coprire l’intera industria ferroviaria, dal binario alla locomotiva. Però finché c’era Pietrarsa la Ansaldo non poteva decollare, mandarono i bersaglieri a sparare sugli operai per chiudere Pietrarsa e così è stato fatto.
Quando il Piemonte fece le sue ferrovie, la locomotiva andrò a comprarla a Napoli, quando nel 1861 si fece l’Unità l’Italia, delle 75 locomotive costruite in Italia, circolanti in Italia, 60 erano state costruite al Sud! Questa era la condizione industriale dell’Italia al momento dell’Unità. Il Sud non doveva produrre e quando tutti i soldi d’Italia sono stati messi insieme, è stata fatta cassa comune, Vincenzo Saverio Nitti, il primo Presidente del Consiglio nato nell’Italia unita e non in uno dei Paesi preunitari, scoprì che il 66% dei soldi li avevano messi i meridionali e tutto il resto degli italiani messi insieme avevano messo il restante 34%!
Poi però si è visto i soldi come sono stati distribuiti. Bombrini era il direttore generale della prima Banca Nazionale, da cui sarebbe sorta la Banca d’Italia in mano a privati dai quali Mussolini comprò a prezzo vomitevole, le azioni per farla diventare pubblica, la Banca d’Italia. Bombrini questi soldi per tutta Italia li amministrava dando tot milioni alla Liguria che era la sua Regione, tot milioni al Piemonte e tot milioni alla Lombardia, tot alla Toscana, zero lire, non 10 lire, zero alla Lucania, 10 mila lire alla Calabria. Erano i soldi di tutta Italia rastrellati al Sud e distribuiti così! Poi ci si meraviglia del perché il Sud oggi abbia un grado di efficienza più basso? Non mi meraviglio del grado di efficienza basso, quel grado di efficienza è perfino alto, ha 1/3 del migliore dei casi di infrastrutture in meno rispetto al Nord.
Per questo l’economia del Sud è condannata a essere l’economia di posto pubblico e assistenza, in modo da poter poi rimproverare di volere il posto e non il lavoro e di voler vivere con i contributi, l’assistenza dello Stato. Anche qui ci sono delle favole. I dipendenti pubblici meridionali sono in percentuale esattamente nello stesso numero di quelli del resto d’Italia, tot ogni x di popolazione né più e né meno del resto d’Italia, peccato che siano pagati il 23% in meno.
La Sicilia è un caso particolare, l’unica “fabbrica” che mi rimane è il comune e io da lì devo campare, allora il comune non serve per dare servizi, ma serve per dare risorse, per dare reddito, per cui i soldi che dovrebbe consumare, spendere, investire per fare le in strade migliori, trasporti più efficienti, vengono spesi per dare stipendi, consulenze, per far campare la gente, per impedire che se ne vadano tutti. C’è prima una valutazione da fare e è che la Sicilia, in quanto Regione a Statuto speciale deve svolgere dei compiti che nel resto d’Italia svolge lo Stato, quindi deve dotarsi anche dei dipendenti per quei compiti. Ciò detto restano sempre tanti e mentre per ogni dipendente della Regione un lombardo spende 21 Euro all’anno, in Sicilia per ogni dipendente regionale, per il numero soprattutto di dipendenti regionali, si spendono circa 350 Euro all’anno, che è tantissimo, infatti il dato viene continuamente citato per dare prova dello spreco, per non dire altro, che viene fatto del denaro pubblico della Regione siciliana. Pochissimi ricordano che invece altri territori, Regioni speciali in Italia, la Valle d’Aosta o la Provincia di Bolzano, per ogni dipendente pubblico spendono 2.200 Euro all’anno, cioè 7 volte quello che è in Sicilia, ma questo non fa scandalo, chissà perché! Farei solo un’ultima annotazione, i censori delle regioni meridionali fanno bene, le censure ci devono essere, le critiche ci devono essere, tutti veniamo migliorati dalle critiche, ma quelle fatte in buonafede, non le critiche che si limitano all’insulto. A me pare strano sentire da parte di politici lombardi, le critiche ferocissime e gli insulti e non parlo solo dei leghisti, nei riguardi della Sicilia e dimenticano che la Regione con il più alto numero di indagati, inquisiti e condannati in Italia per reati che hanno veramente tutto, non hanno lasciato quasi nulla del Codice Penale, dalla prostituzione minorile agli affarucci, tangenti etc., è la Lombardia. Non è la Sicilia, non è la Calabria che pure i problemucci loro ce li hanno, ma i primi in Italia in questo senso, nel male, Lombardia, stanno ancora lì, non si è dimesso nessuno, neanche la Minetti, ma prima della Minetti forse si dovrebbero dimettere in tanti altri.

Passate parola!


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