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Polemiche anche in Rete per gli spot Rai sui dialetti

La RAI e le lingue regionali

di linguasarda da guide.supereva.it
domenica 12 dicembre 2010
Ancora una volta il "servizio pubblico" si allinea con la parte piú ignorante e becera della società italiana (non quella che parla in dialetto, ma la stessa che blatera di unità e spreca i soldi pubblici celebrando sopraffazione e falsità). Un errore, purtroppo, senza attenuanti, segue un interessante articolo e alla fine l’invito ad aderire ad un gruppo Facebook critico verso la Rai e i cinque spot (dove gli unici ridicoli sembrano piuttosto essere coloro che non capiscono).
Certo che ci vuole una bella faccia tosta, in Rai, a criticare i dialetti quando nelle trasmissioni che diffondono e producono si sente parlare tutto il tempo in romanesco...
Davvero si può costruire l’identità di un paese prescindendo dalle diversità linguistiche e culturali delle popolazioni locali?

Davvero è moderno uno Stato che considera i dialetti o le lingue regionali come un limite alla comunicazione e alla comprensione?

Eppure importanti enti ed istituzioni come l’UNESCO o il Consiglio d’Europa, per citarne un paio, spingono gli Stati alla tutela e alla promozione delle lingue locali perché vengono considerate “patrimonio intangibile dell’umanità”.

Lo stesso Stato Italiano tutela le minoranze linguistiche con una legge, la 482, che seppur incompleta e lacunosa, offre comunque un buon punto di partenza per la conservazione e la promozione delle lingue regionali.

Senza considerare il fatto che questa tendenza è stata fatta propria anche da regioni come la Calabria che ultimamente ha istituito un comitato con lo scopo di elaborare una proposta di Legge regionale, come ormai avviene nella maggior parte delle regioni europee ed italiane, con l’intento di salvaguardare l’identità regionale e promuovere il dialetto come strumento di crescita linguistica, specialmente nei confronti delle nuove generazioni.

E anche per quell’occasione il linguista Tullio de Mauro ha sottolineato come la conoscenza del dialetto fornisca addiritura gli strumenti cognitivi e linguistici per migliorare anche la padronanza della Lingua italiana, oltre all’apprendimento delle lingue straniere.

Passi in avanti si sono fatti anche nell’utilizzo delle Lingue Regionali quali veicoli di promozione commerciale e turistica.

Per esempio un progetto di marketing linguistico è stato realizzato dalla Regione Piemonte per il mercato americano: la campagna di comunicazione in Lingua Inglese sarà affiancata da quella in Lingua Piemontese, in modo che tradizioni e identità culturale assumano un carattere simbolico e distintivo.

Ma anche importanti aziende hanno pensato di utilizzare o hanno utilizzato la lingua locale per dialogare con il pubblico. E’ successo in Sardegna con la Volkswagen che in occasione del meeting per la presentazione della nuova Passat ha deciso di ringraziare in Lingua Sarda le istituzioni e gli enti sardi.

Il dialetto o lingua regionale o minoritaria come strumento di comunicazione in determinati contesti: niente di piú semplice.

Perché allora la RAI decide di realizzare una campagna pubblicitaria dove il dialetto o lingua regionale viene messa in ridicolo e assunta a simbolo di incomprensione tra le persone?

A questa domanda cercano di rispondere le persone che hanno costituito un gruppo su Facebook Contro lo spot Rai 2010 sui “dialetti”: vergogna, sono lingue vive!

Per saperne di piú:
Ansa - Spot Rai
Lo spot in tanti dialetti e i Fratelli d’Italia
A sa faci de sa 482


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