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Mitologia risorgimentale / mitologia cattolica

Storia e catechismo a Potenza

Angela Pellicciari a Potenza, 6.11.2010
sabato 6 novembre 2010 di duesicilie
Una nuova organizzazione studentesca dell’Università della Basilicata, "Studenti per le libertà" (probabilmente vicina al PDL lucano) organizza un incontro con la storica Angela Pellicciari dal titolo "Risorgimento da riscrivere", dal titolo di un libro della stessa Pellicciari, presso il Cinema Don Minzoni (Cinema Principe di Piemonte).

L’incontro, programmato verso le 17.30 del 6 novembre 2010, incomincia con circa un’ora di ritardo, dopo una breve introduzione del presidente dell’associazione studentesca la parola passa ad Angela Pellicciari che parla poi per piú di un’ora informandoci, dati alla mano, della soppressione degli ordini religiosi operata dal parlamento sabaudo nel 1848 e di tutta una serie di provvedimenti contro la Chiesa cattolica, argomenti ripresi dal suo ultimo libro "Risorgimento da riscrivere - Liberali e massoni contro la Chiesa. Edizioni Ares, 2010". Come sempre tutto è suffragato da dati ed efficacemente presentato, interessante la parte dove ci dice che contrariamente agli ufficiali napoletani quelli pontifici non si fecero corrompere dai denari piemontesi, si accenna anche al destino dei soldati napoletani (che contrariamente agli ufficiali combatterono fino all’ultimo per la loro Patria) sconfitti e del Lager di Fenestrelle. Si parla poi di Garibaldi e dei Mille con citazione dagli stessi protagonisti dell’epopea (A. Pellicciari. I panni sporchi dei Mille - L’invasione del Regno delle Due Sicilie nelle testimonianze di Giuseppe Farina, Carlo Pellion di Persano e Pier Carlo Boggio. Liberal Edizioni, 2003).

Il tema principale della storica è quello di dimostrare che lo Stato costituzionale sabaudo che, all’articolo 1 dello Statuto, dichiarava che la religione cattolica era la religione di Stato, nella realtà operò in maniera anti-cattolica tentando di nascondere la cosa a fini di credibilità internazionale. Il Risorgimento è quindi visto come una lotta contro il cattolicesimo e lo Stato della Chiesa piuttosto che come la conquista piemontese di territori (il piú importante e ricco dei quali era il Regno delle Due Sicilie). La posizione è interessante, purtroppo però Pellicciari si addentra poi in considerazioni discutibili su una fantomatica "superiorità morale" del cattolicesimo, sulla favola dei tre secoli di martirio cristiano (in contrasto con la Storia della Chiesa, vedi, per esempio, le opere di K. Deschner), sull’importanza delle varie istituzioni cattoliche (perlopiú parassitarie) in Sud Italia dimenticando che però in piú di 15 secoli di dominio cattolico in quella parte d’Italia il popolo fu mantenuto, volutamente, nell’ignoranza e nella superstizione, proprio grazie a quelle istituzioni...

Questo vero e proprio "catechismo" finale cozza purtroppo con la qualità delle notizie storiche proposte, dimostrando una totale acriticità riguardo aspetti importanti della storia italiana, il che indebolisce di molto le posizioni della scrittrice che è documentatissima solo sugli aspetti che le interessano e che chiede (giustamente peraltro) la revisione della storia risorgimentale in nome della "verità", ricerca di verità che però si ferma di fronte alla Storia dell’istituzione cattolica che viene presentata in maniera didascalica, mitizzata, falsa.

Nel dibattito ci sono state domande anche sul Museo Lombroso, il museo aperto da pochi anni a Torino dove sono conservati ed esposti resti di briganti meridionali presentati secondo le screditate teorie di Lombroso, padre del razzismo pseudo-scientifico e delle teorie che poi hanno portato alla Shoah. Pellicciari ha approfittato della giusta indignazione dei meridionali per l’esistenza di un museo di questo tipo per ammannirci una faziosa messa in discussione della "scienza" a favore dell’oscurantista visione cattolica... un vero e proprio ritorno al Medio Evo.

Una presentazione interessante comunque, i libri sono ben scritti e senz’altro ben documentati e quindi consigliabili a chi vuole una visione alternativa e piú veritiera della storia risorgimentale, bisogna però essere al corrente delle motivazioni della scrittrice che è forse ancora piú faziosa di ciò che critica.

Una ricerca della "verità" che in realtà cerca di sostituire una mitologia (quella risorgimentale) con un’altra (quella clericale e cattolica).


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