La Basilicata trema
martedì 4 novembre 2008 di Valerio Rizzo
Volevo segnalarvi questo articolo, la Basilicata trema, ma non per un sisma, per una legge.
E dopo le manganellate, voilà… arriva il colonialismo!

La notizia, che ancora non è di pubblico dominio, ha quasi dell’incredibile nel senso che sembra di rivivere drammatiche pagine di storia del passato…
Dopo le manganellate inferte ai nostri studenti nei giorni scorsi, nelle stesse ore durante le quali era in pieno svolgimento lo sciopero generale contro il Decreto Gelmini, nel Parlamento si consumava un’altra brutta pagina per la nostra (pseudo)democrazia: l’approvazione, da parte della maggioranza, dell’art. 16-bis del Ddl 1441 – ter (dove “ter” potrebbe tranquillamente stare per “terroni”).
Questo Disegno di legge priverebbe all’interno della Conferenza Stato-Regioni i rappresentanti delle popolazioni locali di concorrere alla Valutazione di Impatto Ambientale necessaria alle compagnie petrolifere per la ricerca di idrocarburi solidi e gassosi.
In pratica, si vogliono svendere le enormi risorse petrolifere della Basilicata, incuranti delle conseguenze sociali e ambientali, che con operazioni a senso unico non condivise dai titolari del territorio, produrrebbero danni irreparabili già espliciti nella Val d’Agri.
Dopo l’Eritrea, la Libia e l’Abissinia pare sia arrivato il turno della misera e povera Basilicata, ambita preda del neo-colonialismo “italico” del terzo millennio!
Non è un caso che l’approvazione di questo Disegno di legge sia coincisa con le stesse ore in cui i mass-media erano utilmente impegnati sul fronte-Scuola.
Si ricorderà che analoga operazione fu effettuata ai danni della Basilicata dall’altro Governo Berlusconi che, a distanza di qualche ora dalla strage di Nassirya (in cui furono trucidati 19 italiani) emanò il Decreto sul Sito unico di stoccaggio delle Scorie nucleari a Scanzano Jonico, mentre la stampa era impegnata su quel fronte di informazione.
Sono pure coincidenze? Il lupo perde il pelo ma non il vizio? Si ripete il copione tristemente vissuto qualche decennio fa?
In conseguenza di ciò, comincia a serpeggiare in molte associazioni lucane l’inquietudine per gli ulteriori scenari di espropriazione territoriale incalzante e ingorda, con la complicità di truffaldini asserviti a Berlusconi e al suo seguito parlamentare del PDL lucano e non.
In Basilicata, la campagna elettorale di Aprile fu basata tutta sul dimezzamento del prezzo della benzina per i lucani.
Ma, come dice bene la Sabina Guzzanti, la smentita di cosí ingannevoli promesse da mercanti non tarderà a venire… Abbiate fiducia, la sentirete!
Stufi di essere continuamente raggirati, i movimenti lucani si stanno apprestando ad organizzare ed indire un referendum per “l’indipendenza” della Basilicata dall’Italia… berlusconiana, quasi al pari di quanto recentemente avvenuto in Kosovo e in Ossezia.
In tale evenienza, il “copione” presumibile sarebbe che, a Metaponto, tra i resti del tempio di Pitagora e lungo le dorate spiagge, si affollino manganelli, mezzi anfibi e carrarmati… Ve lo immaginate?
All’erta, Lina Wertmuller!
Questa volta, e per sempre, non saresti piú cacciata dal nostro set.
Il Comitato “Cittadini Attivi” di Bernalda e Metaponto
NdR - Già Mattei (piú di 50 anni fa) rilevava che le royalties da pagare ad un territorio per i prodotti naturali che lí venivano estratti dovevano essere almeno del 50% o superiori, ma chissà perché, i "nostri" politici si "accontentano" del 7%... Il federalismo che si prepara sarà penalizzante per le regioni meridionali, anche perché permette comunque la rapina delle risorse naturali meridionali quasi a costo zero. Quale altro paese al mondo si svenderebbe cosí? Eppure per i politici locali va tutto bene (mentre in aggiunta chiudono anche numerose aziende locali, ma con direzione esterna).
Da questo a passare all’espropriazione diretta del territorio il passo è breve, basta creare qualche "emergenza" ed il gioco è fatto (Napoli e la "munnezza" non hanno ancora insegnato niente a nessuno, o veramente si pensa che tutto era solo una questione "sociologica"?)
In quanto al gridare all’arrivo del colonialismo qui in Basilicata (cosí come in tutto il Sud), be’ ma questo è presente dal 1860 (e le "nostre" istituzioni si apprestano a celebrarne il 150° anniversario nel 2010).
Valerio Rizzo
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