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Ancora scempi ambientali e edilizi in Calabria

Una colata di cemento sul paradiso delle tartarughe

da La Repubblica del 23-7-10, di Anna Maria De Luca
domenica 25 luglio 2010

Tutti i politici meridionali pronti a dichiarare grande amore per la loro terra, poi lasciano distruggere natura e ambiente per il vantaggio dei soliti amici degli amici.

CALABRIA

Una colata di cemento sul paradiso delle tartarughe

Villette, un albergo, impianti sportivi, piscine, campi da golf, un centro commerciale. Tutto questo su un tratto di costa jonica che ? il regno delle caretta caretta
di ANNA MARIA DE LUCA

BRANCALEONE (Reggio Calabria) - A Galati, "la citt? delle tartarughe" - all’interno dell’area pi? importante d’Italia per il numero delle nidificazioni - cemento, pale e inerti avanzano senza che nessuno li fermi. Secondo Legambiente, il 70% delle nidificazioni di tutta Italia avviene in questa zona, tra Galati e alcuni paesi limitrofi. Eppure, a soli trenta metri dal mare, un ventina di villette sono gi? in piedi, quasi ultimate. Case "che sono state costruite sopra cinquemila metri quadrati di duna, danneggiandone il preziosissimo habitat", denuncia il presidente di Legambiente Calabria, Antonio Morabito. "E siamo solo all’inizio: il progetto prevede anche un centro commerciale, un albergo club house, impianti sportivi, piscine, campi da golf a 18 buche nel territorio a maggior rischio desertificazione della provincia reggina. Il tutto per un’estensione di 11.42 ettari". E pensare che proprio qui, nel 2006, grazie al progetto Tartanet 1, nacque il "Centro per il soccorso e il recupero delle tartarughe marine", motivato proprio dalla massiccia presenza di questi animali.

"Ci troviamo - dice Nunzio Cirino Groccia, della segreteria nazionale Legambiente - non solo all’interno del Parco regionale marino Costa dei Gelsomini, ma anche in un’area prossima al Sito di Interesse Comunitario Spiaggia di Brancaleone, istituito proprio allo scopo di tutelare la spiaggia e la duna dalle minacce costituite dell’urbanizzazione e degli insediamenti balneari". La valutazione di incidenza per le ricadute che il megaprogetto pu? avere sul Sic "? d’obbligo. La Provincia deve occuparsi della protezione del Sic e chiedere uno studio di incidenza da mandare alla Regione per avere il parere. A me non risulta nessuna di queste carte", aggiunge Morabito.

Come ? possibile tutto questo in un luogo sottoposto a vincolo paesaggistico? "Il via libera alla lottizzazione ? una variante urbanistica approvata in fretta nel 2006, per un’area gi? sottoposta a numerosi vincoli ambientali e paesaggistici, da parte di una giunta caduta tre anni fa sotto i colpi della Procura di Perugia. E proprio per una vicenda di autorizzazioni a costruire. Secondo la legge non si pu? costruire a meno di trecento metri dal mare. Eppure la zona, che era agricola, nel 2006 ? diventata edificabile. Possiamo pensare che Soprintendenza e Capitaneria abbiano rilasciato permessi sulla carta, senza fare sopralluoghi. In caso contrario sarebbe davvero inspiegabile".

Il risultato, dice Legambiente, ? che "il sito italiano preferito dalle tartarughe caretta caretta ? a rischio. Brancaleone si sta trasformando da paese delle tartarughe in paradiso sacrificato sugli altari del cemento. Tutto grazie al progetto Jewel of the Sea". Sono tanti gli elementi che mettono a rischio la nidificazione: tra questi anche l’illuminazione, i rumori, la pulizia della spiaggia con mezzi meccanici. "Pi? viene antropizzata pi? le Caretta Caretta rischiano di morire. Senza contare che per fare il campo da golf in quella zona praticamente desertica, occorrer? realizzare pozzi per l’emungimento e questo incider? sull’ambiente".

Nel sito della societ? costruttrice 2 - che si chiama Rdv, Rosa dei Venti - si legge: "Il Gioiello del Mare ? uno stupendo Resort di alta qualit? posizionato in una delle pi? belle ed incontaminate zone del Mediterraneo. Chilometri di spiaggia bianchissima, mare cristallino e natura rigogliosa circondano questo posto da sogno nel cuore del Sud Italia. E’ stato progettato secondo le tecniche pi? avanzate, per dare il massimo della funzionalit? ed indipendenza nel pieno rispetto dell’ambiente".

"Ma quale rispetto dell’ambiente?" dice Morabito. "Basti pensare che la societ? costruttrice ha sede in una delle vecchie case costruite sulla spiaggia, recintata da un muro di cemento a forma di nave con gli obl?. E’ vero che sono case edificate prima della legge attuale, ma non mi sembra affatto una scelta che indica rispetto per l’ambiente. Molte non hanno neanche l’impianto fognante. Per non parlare degli inerti buttati sulla vegetazione. Io ho visto il documento di valutazione ambientale che hanno mandato alla Regione: dentro si parla dei complessi che sorgeranno al di l? della ferrovia ma non si fa cenno al gruppo di villette gi? costruite a trenta metri dal mare, proprio sulla duna. Basta aprire la porta per trovarsi in spiaggia".

E’ per questo che Goletta Verde ha assegnato una Bandiera Nera, poco ambito riconoscimento destinato ai ’nemici del mare’, "a chi ha la responsabilit? di aver danneggiato diverse centinaia di metri quadrati di ecosistema dunale nella pi? importante area italiana di nidificazione per la tartaruga marina": destinatari l’amministratore della RDV srl, l’amministrazione comunale di Brancaleone, il Dirigente del Settore Pianificazione Territoriale della Provincia di Reggio Calabria e il Dirigente della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio.

"E’ davvero inconcepibile - conclude Cirino Groccia - che un’area di cos? alto pregio naturalistico rischi di essere spazzata via da un progetto particolarmente impattante. Non ? da questa strada che passa lo sviluppo. Per rilanciare il turismo in Calabria bisogna puntare sulla qualit?, sulla sostenibilit? e sulla valorizzazione dei tratti di costa ad alta valenza ambientale, proprio come le dune non a caso scelte dalle caretta caretta nel comune di Brancaleone".
(23 luglio 2010)


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